Leoni ma solo “da tastiera”

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Di Silvia Malaspina

Cari i miei leoni da tastiera, gli avvenimenti dell’ultima settimana, inerenti prima l’annuncio della malattia durante l’Angelus domenicale e poi l’intervento chirurgico subito da Papa Leone XIV, vi hanno conferito un rinnovato vigore. Nel tempo di un respiro sono piovuti sui social così tanti commenti a dir poco fuori luogo, se non addirittura offensivi, da lasciarmi sbigottita. Sono state mosse al Pontefice accuse di essere un privilegiato per aver saltato le liste d’attesa degli accertamenti clinici, per essere stato operato in tempi record, per aver avuto il responso dell’esame istologico durante l’intervento stesso, prassi per altro seguita in tutti gli interventi di asportazione di neoplasie. Sono ben consapevole, cari leoni, che in Italia lo sport nazionale non sia il calcio, ma la tutto-logia: è confortante sapere che nel nostro Paese vivono fior fiore di specialisti in svariate discipline: lo sport, l’infettivologia, i procedimenti giudiziari… ma non mi aspettavo così tanti esperti in materia di protocollo della Santa Sede! Mi chiedo il motivo per il quale nessuno di voi insorga, gridando allo scandalo, quando uno sportivo si infortuna durante una gara ed è quindi ricoverato ed eventualmente operato in tempi record. Potreste obiettare che le società sportive hanno convenzioni con centri di cura specializzati. La dicitura “Policlinico Padre Agostino Gemelli – Università Cattolica del Sacro Cuore”, ove è stato curato Papa Leone, non vi accende nessuna lampadina? Non avete poi verificato, cari leoni, che il sistema sanitario nazionale prevede che, quando una figura istituzionale di alto livello venga ricoverata, la gestione medica segua sì iter specifici, ma non lo scavalcamento delle liste d’at- tesa, che continuano a essere stilate sulla gravità delle patologie. Sono esasperata da tale pedestre saccenza ma, siccome non c’è limite al peggio, ho letto anche brillanti perle di saggezza riguardanti la nomina di Mons. Vittorio Viola a vicario generale per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro. Accanto ai moltissimi attestati di stima e di affetto per il nostro indimenticato arcivescovo emerito, sono stati pubblicati post che dovrebbero essere definiti ridicoli se non fossero profondamente irrispettosi. Cari leoni, dovreste imparare a informarvi prima di piallare inutilmente i polpastrelli sulla tastiera. Il vostro chiacchiericcio non influisce sugli eventi o sul valore delle persone che avete preso di mira. È solo un inquinante dello spazio pubblico digitale.

silviamalaspina [at] libero.it

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