Patrimoniale sì o no?

Visualizzazioni: 22

Di Cesare Raviolo

Patrimoniale sì, patrimoniale no. Il tormentone è tornato prepotentemente alla ribalta nei giorni scorsi, in seguito a una raccolta firme, promossa da Rifondazione Comunista con lo slogan “1% equo”, per una proposta di legge popolare che preveda la tassazione dei grandi patrimoni. Favorevoli e contrari sono scesi in campo – non sempre con le idee chiare in proposito – per sostenere gli uni un maggior prelievo, gli altri prospettando effetti negativi su imprese familiari e occupazione. Anche uno studio, appena pubblicato dalla Commissione europea, evidenzia le scarse probabilità di successo di questo tipo di tassazione negli stati con forte cultura redistributiva, a causa degli obblighi amministrativi che comporta (registri, controlli e coordinamenti internazionali). Dal canto loro i sostenitori della patrimoniale hanno definito con sufficiente chiarezza il perimetro di applicazione dell’im- posta, che andrebbe a colpire solo i patrimoni superiori a un certo ammontare. Ad esempio, l’1% equo propone di tassare i patrimoni al di sopra dei 2 milioni di euro (detratta la tassazione sulla prima casa ed eventuali altri tributi già pagati) nella misura dell’1% fino al 3,5% oltre i 5,4 milioni. D’altra parte, la concentrazione della ricchezza in Italia è un fenomeno di tutto rilievo. Secondo un grafico apparso alcune settimane fa su Euronews, le persone che dispongono di una ricchezza netta superiore ai 25 milioni di euro sono 15.433 e sono 2.886 in più rispetto a 5 anni fa. Molti di loro possiedono patrimoni superiori ai 100 milioni. Una imposta annuale minima dell’1% porterebbe via 30.000 euro a chi ha una ricchezza netta di 30 milioni e 100.000 euro a chi dispone di 100 milioni: un prelievo fiscale che, alla luce del principio dell’utilità marginale (valore aggiuntivo decrescente), potrebbe essere sopporta- bile senza privazioni. Visti i precedenti, è quasi certo che il dibattito di queste settimane non porterà a nessuna misura concreta. Anche se tutti sembrano concordare circa le eccessive disuguaglianze presenti nella nostra società, quando occorre adottare misure per colpirle, emergono subito mille distinzioni. Del resto, il sistema fiscale italiano è oggi poco progressivo, nonostante l’art.53 Cost., e dovrebbe essere reso più equo. La tassazione delle proprietà di un’esigua minoranza molto ricca e che non contribuisce in misura proporzionale al bene comune potrebbe essere un passo decisivo anche per tutelare il ceto medio che oggi fornisce il grosso del gettito fiscale.

raviolocesare [at] gmail.com

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *