“La Stanza Landini” in una città che è “casa”
L’inaugurazione del nuovo spazio in via Emilia a Voghera, voluto da Matteo Landini, per continuare a proporre eventi culturali a scopo solidale e benefico
Per Matteo Landini, vogherese, da anni attivo come responsabile per la logistica del locale Ufficio Postale, l’aver frequentato il liceo “Severino Grattoni”, ossequiente al dettato del “Kalòs – Agazòs” (il Bello unito indissolubilmente alla Virtù), ha avuto come assillante conseguenza il considerare la cultura, in particolare le arti figurative e la letteratura, leva decisiva di elevazione e partecipazione sociale. Nel 2020 in Matteo è scattata una illuminazione intuendo che poteva avviare iniziative che coniugassero arte, letteratura e poesia a beneficio di interventi nel campo della solidarietà. Come? Utilizzando una “vetrina urbana” con il nome “La Stanza Landini”, situata strategicamente in via 20 settembre a Voghera, di fronte alla grande sede delle Poste, quindi ad alta visibilità. “Arte, Cultura e Solidarietà” è lo slogan adottato per promuovere una serie di mostre di lavori di artisti che si sono succedute in questi anni, insieme a interventi nel campo dell’arte-terapia, della scolarizzazione a distanza per bambini ucraini accolti in Oltrepò. Da una performance eseguita da David Ross Robert si sono ricavati motivi di promozione dell’opera della YAC Italia, per la sensibilizzazione sui temi del cancro al seno. Altre iniziative hanno coinvolto scolari delle elementari a raccontare idee di generosità e altruismo, uno spirito che si è diffuso portando a sostenere l’associazione Joy for Children e a concorrere all’organizzazione di una fase dei mondiali antirazzisti, con un torneo multietnico che ha visto scendere in campo squadre della Comunità Romena, del Centro Culturale Islamico, dell’Associazione Sportiva Culturale Marocchina, di quella della Guinea, dell’Equador. Incontri e collaborazioni feconde “La Stanza Landini” ha instaurato per vincere la sfida nel creare relazioni con la particolare realtà del Carcere vogherese, fornendo materiale didattico utile ai carcerati per avvicinarsi alle tecniche delle arti visive. Cui – in collaborazione con Radio Popolare – si è aggiunto un corso di dizione e comunicazione espressiva, dando vita a una fruttuosa esperienza di arricchimento e condivisione. Nel segno di una cultura che agisce e genera solidarietà si è contribuito alla nascita di uno spazio di bookcrossing alla Coop di via Martiri della Libertà. Proprio nel campo della promozione e diffusione della lettura è nata la collaborazione con la Libreria Ticinum Editore: contando sulla professionalità di Elisabetta Balduzzi e di Guido Conti è stata varata una collana di testi che danno voce agli autori del territorio (poeti come Giuseppe Porqueddu, scrittori come Paolo Repossi, esperti come Susanna Zatti e Simona Guioli). Libri il cui ricavato di vendita viene devoluto a iniziative solidali, soprattutto a sostegno dell’infanzia e di progetti benefici. Di rilievo il dialogo stabilito con “Voghera Digital”, progetto guidato da Gloria Chindamo (avendo come sponsor il Comune di Voghera), mirato a rendere Voghera una città digitale, inclusiva e connessa. E per essere adeguata alle ambizioni ecco che sabato 18 aprile si è inaugurata la nuova sede della “Stanza Landini”, in via Plana 33, nel palazzo Luzzani. Per continuare a dimostrare che è possibile produrre cultura di qualità (per non dire “alta”, coniugata a senso critico) in una citta di provincia, il cui centro storico purtroppo sta subendo il drammatico trend dello svuotamento di molte attività “di prossimità”, sopraffatte dall’accerchiamento dei centri commerciali che assediano la zona. Si tratta di opporsi agli effetti, anche di ordine psicosociologico, generati dalla visione di una via Emilia semideserta. Questi in sintesi i concetti espressi con fervore da Matteo Landini nel proporsi alla folla intervenuta all’inaugurazione, cui ha aggiunto che “La Stanza Landini” (come polo di richiamo resta attiva la vetrina urbana in via 20 Settembre, visibile 24 ore su 24 sulla circonvallazione interna) si affida alla cultura e allo spirito solidale chiamando tutti i cittadini a raccolta per generare valore e indurre, in particolare le giovani generazioni, a partecipare nel dare nuova linfa a una comunità di oltre 40mila abitanti (aggiungo io e sottolineo: con un 19% di “nuovi vogheresi” da aiutare fortemente a inserirsi). Per come “La Stanza Landini” favorisca lo sviluppo e l’affermazione dei giovani talenti che si cimentano nella scrittura e nelle arti visive, il pubblico presente ha potuto sfogliare i Libri d’Artista, a tiratura limitatissima, con testi minimali battuti con la macchina per scrivere. Elena Mazzone, Davide Ferro, Lucio Mayoor Tosi, Leonardo Cavalcoli, Federico Rossetti gli autori giovanissimi e pimpanti. Anche in questo caso il ricavato della vendita andrà a beneficio di opere di solidarietà. A concorrere a dare meritato rilievo all’apertura della nuova “Stanza Landini”, che così si qualifica come qualcosa di più di una semplice galleria d’arte, ecco il clou: la mostra Gastronomie padane con venti opere di Guido Conti. Del quale ci siamo resi conto che alla qualità della scrittura sa abbinare doti indubbie di pittore e disegnatore carico di feroci ironie (evocando il brodo e gli gnocchi descritti dal Folengo nel Baldus insieme alla lettura del Formaggio e i vermi di Carlo Ginburg). Doti che abbiamo potuto apprezzare visitando la mostra, leggendo il bel catalogo e forti degli arguti apporti critici – dopo la narrazione/esposizione dello stesso Conti sulla gastronomia come una forma del vivere e del pensare – di Amedeo Anelli (La manducazione nella pittura) e Silvia Tommasi (Cibo come pittura). Non dimentico di citare la presenza discreta di Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, a confermare la sua curiosità e l’augurabile indispensabile attenzione per il progredire della “Stanza Landini”. Gigi Giudice

