Calcio: perdite mondiali
Di Cesare Raviolo
Immaginavate che Bosnia-Italia 5 a 2 non fosse solo una bruciante sconfitta sportiva? Purtroppo la mancata qualificazione – per la terza volta consecutiva! – dell’Italia al mondiale di calcio ha anche pesanti ripercussioni economiche. Secondo le stime del Centro Studi di Unimpresa, l’assenza dal torneo produrrà una perdita complessiva di oltre 570 milioni di euro. Il mondiale, infatti, alimenta, ancorché ogni quattro anni, consumi, lavoro e visibilità internazionale. Il danno maggiore riguarderà la Figc, che subirà perdite per più di 50 milioni di euro, dovute al mancato premio Fifa di partecipazione (circa 9,5 milioni), ai malus contrattuali con gli sponsor per altri 9,5 milio- ni, ai premi sportivi potenziali non incassati per circa 13 milioni. A queste voci andranno aggiunte il calo delle vendite di merchandising e le potenziali opportunità commerciali sfumate. L’assenza degli azzurri al torneo, che si svolgerà negli stadi di Usa, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio di quest’anno, ridurrà drasticamente l’attrattività della manifestazione, che si tradurrà in mancati introiti per il sistema televisivo, pari a circa 95 milioni di euro per diritti già acquisiti e per minore raccolta pubblicitaria, mentre l’editoria sportiva subirà una importante contrazione dei ricavi stagionali. A subire i danni maggiori sarà però il settore dei pubblici esercizi, bar e ristoranti in primis, cioè i luoghi destinati alla visione collettiva delle partite. Questi locali dovrebbero subire una flessione dei ricavi stimata in circa 330 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti circa 45 milioni di minori vendite nei settori del retail sportivo, dell’elettronica di consumo e delle scommesse. Senza gli azzurri in campo si prevede un minor numero di persone davanti agli schermi, minori occasioni di incontro e una minor spesa diffusa. Ne deriverà una interruzione della catena, che colpirà soprattutto le piccole e medie imprese che più beneficiano dell’effetto di traino dei grandi eventi. Esiste anche un impatto meno visibile, ma non per questo meno rilevante: è il danno all’immagine e al turismo. La mancata presenza della nazionale italiana al mondiale dovrebbe provocare una perdita stimata in circa 50 milioni di euro per viaggi non effettuati e minori opportunità commerciali sul mercato estero, specie quello nordamericano. Un danno, dunque, che produrrà effetti non solo nell’immediato per territori e imprese, ma anche sulla futura capacità del Paese di promuoversi attraverso lo sport.
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