Ora occorre tutelare i lavoratori e salvare la produzione
Martedì scorso l’intervento in Senato del sindaco Muliere sul decreto-legge sulla crisi dell’ex Ilva
NOVI LIGURE – Sono iniziate martedì mattina le operazioni di spegnimento degli altiforni dell’ex Ilva di Taranto, in seguito alla decisione della Corte di Cassazione di respingere i ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria. La pronuncia ha confermato il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone lo stop degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento pugliese. Fino a questo momento gli impianti erano rimasti in regime di pre-riscaldo, grazie al Decreto approvato dal Governo, che aveva consentito ai commissari di evitare il totale spegnimento almeno fino alla decisione della Cassazione. Intanto, sul fronte della possibile acquisizione dell’ex Ilva, si profila invece il ritiro della cordata guidata da Federacciai, di imprenditori italiani del settore siderurgico. La decisione sarebbe legata alle criticità emerse durante le verifiche sull’azienda effettuate negli ultimi due mesi. Se il ritiro fosse confermato, resterebbe come unico potenziale acquirente il gruppo indiano Jindal. L’ultimo giorno per la presentazione delle offerte vincolanti è fissato per l’8 novembre. Sempre martedì, il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere è intervenuto a Palazzo Madama, insieme ad altri rappresentanti istitu- zionali, per discutere del recente decreto approvato dal Governo. Nel corso dell’audizione in Senato, il primo cittadino ha sottolineato che gli stabilimenti dell’ex Ilva del Nord-Ovest non devono fermarsi e che, per garantire la continuità produttiva, devono poter continuare a lavorare in autonomia. Il sindaco ha rilanciato la proposta, già avanzata un anno fa, di rifornire gli impianti del Nord attraverso fornitori esterni, conferman- do che le 10mila tonnellate di materia prima promesse dai commissari sarebbero sufficienti a garanti- re soltanto 15-20 giorni di attività. «La prosecuzione dell’attività produttiva per i siti di Novi Ligure, Cornigliano e Racconigi mediante l’approvvigionamento esterno – ha dichiarato Muliere – rappresenta una priorità industriale imprescindibile per la tenuta dell’intero Paese». Muliere ha inoltre evidenziato l’insufficienza della copertura degli ammortizzatori sociali prevista fi- no a giugno, considerando una crisi destinata a protrarsi nel tem- po. Perciò ha richiesto di programmare tutele più durature, estendendole anche alle aziende e ai la- voratori dell’indotto. Per quanto riguarda gli investimenti, il sindaco ha ribadito la necessità di intervenire sull’articolo 6 del Decreto relativo ai contratti di sviluppo, eliminando il divieto di finanziare le infrastrutture, considerate indispensabili per sostenere il rilancio industriale. Infine, Muliere ha evidenziato l’importanza politica del tavolo di crisi permanente attivato tra le Regioni Piemonte e Liguria, gli enti locali e le forze sociali. Nel frattempo, il ministero del Lavoro ha convocato le organizzazioni sindacali per domani, 6 novembre. Al centro dell’incontro ci sarà l’esame congiunto della richiesta di cassa integrazione presentata dall’azienda lo scorso 17 ottobre, che potrebbe coinvolgere fino a 8.622 lavoratori dell’ex Ilva, pari a circa nove dipendenti su dieci.
Federica Riccardi

