Viabilità ancora nel caos
Non c’è pace per il traffico nel nostro territorio. Dal 2027 è previsto un maxi-cantiere da 14 milioni al ponte della Becca: lavori per 16 mesi, senso unico alternato e la preoccupazione dei cittadini. Ma Centinaio e Cattaneo assicurano: il ponte nuovo si farà lo stesso
DI MATTIA TANZI
Il ponte della Becca, a Mezzanino, si prepara a “scrivere” un nuovo lungo capitolo della sua storia. A partire da febbraio 2027 è previsto l’avvio dell’intervento di restauro conservativo e manutenzione straordinaria affidato ad Anas, un’opera del valore di circa 14 milioni di euro finanziata attraverso le risorse del Pnrr. Il cantiere dovrebbe rimanere operativo per 15-16 mesi e avrà l’obiettivo di consolidare la struttura e riportare la portata massima dagli attuali 7,5 a 26 tonnellate. Il ponte, realizzato nel 1912 e diventato negli anni un collegamento fondamentale tra il Pavese e l’Oltrepò, sarà interessato da una serie articolata di interventi. Il progetto prevede il rafforzamento delle pile e delle relative fondazioni, il consolidamento delle spalle sui lati di Pavia e Broni e il rinforzo delle travi e degli elementi diagonali della struttura metallica. Sono inoltre previsti interventi di manutenzione sulle campate e sulle strutture in acciaio, e una nuova verniciatura anticorrosiva. Uno dei lavori più significativi riguarderà la pila numero 9, gravemente danneggiata dalla piena del Po nel 2011. Le strutture provvisorie che negli anni successivi hanno consentito di mantenere in sicurezza il ponte saranno rimosse e sostituite con una nuova pila in cemento armato, rivestita in muratura e completata da rostri in pietra, con l’intento di mantenere l’aspetto coerente con le caratteristiche storiche dell’infrastruttura. Il programma comprende anche la realizzazione di una rotatoria sul lato di Mezzanino e la ristrutturazione della casa cantoniera. Sul ponte saranno inoltre installati sistemi di pesatura dotati di sensori, collocati ai due accessi, in grado di rilevare il peso dei veicoli in transito. L’intervento consentirà così di accompagnare l’aumento della portata con un sistema di controllo dei mezzi che utilizzeranno l’infrastruttura. Il punto più delicato riguarda però la gestione del traffico durante i lavori. L’obiettivo di Anas è mantenere il collegamento aperto per gran parte della durata del cantiere, ma la carreggiata sarà ridotta e la circolazione dovrà essere regolata in senso unico alternato durante alcune delle lavorazioni più complesse. Il progetto prevede una sola corsia centrale, larga circa 3 metri, con due fasce laterali destinate alle attività di cantiere e protette da barriere. Non è quindi esclusa la possibilità di chiusure complete temporanee. In particolare, le operazioni sui traversi superiori potrebbero rendere necessaria la sospensione del traffico nelle ore notturne. Anche alcune lavorazioni sui traversi inferiori potrebbero richiedere chiusure totali, da programmare in base alle esigenze operative e alle condizioni di sicurezza. Proprio questo aspetto preoccupa maggiormente il territorio. Il sindaco di Mezzanino, Adriano Piras, ha sottolineato la necessità di limitare i disagi, spiegando che il senso unico alternato dovrebbe essere utilizzato soltanto nei periodi in cui sarà effettivamente necessario. L’Amministrazione guarda inoltre al recupero della struttura storica come a un intervento destinato a garantire la sicurezza nella fase che precederà l’entrata in funzione del nuovo attraversamento. Ma la preoccupazione arriva anche dal mondo economico. Confcommercio Pavia ha evidenziato le difficoltà già affrontate dalle imprese della provincia a causa delle limitazioni alla viabilità e della chiusura di altre infrastrutture strategiche. L’associazione segnala in particolare il rischio di perdite di fatturato, diminuzione della clientela e aumento dei costi logistici per le piccole e medie imprese. Per questo ha chiesto alla Regione un fondo straordinario di compensazione destinato alle attività maggiormente penalizzate, oltre a un coordinamento tra Regione, Province, Comuni ed enti coinvolti. L’obiettivo indicato dall’associazione è ottenere un cronoprogramma il più possibile chiaro, evitando la sovrapposizione delle fasi più impattanti dei diversi cantieri. La situazione dei ponti di Bressana Bottarone, Bereguardo e Pieve Porto Morone contribuisce infatti ad aumentare le preoccupazioni. Le imprese temono che ulteriori limitazioni sulla Becca possano rendere ancora più complessi gli spostamenti delle merci e delle persone, con conseguenze sulla quotidianità e sulle attività commerciali. Anche il Comitato che segue da anni le vicende del ponte guarda con apprensione al progetto. Il presidente Fabrizio Cavaldonati ha richiamato l’attenzione sul numero consistente di mezzi che transitano abitualmente sulla struttura, chiedendo che questo elemento venga adeguatamente considerato nella programmazione dell’intervento e nella futura gestione della viabilità. Sul fronte politico, il deputato Alessandro Cattaneo e il senatore Gian Marco Centinaio hanno confermato che l’iter del nuovo ponte sta procedendo. Secondo quanto riferito da Centinaio, l’obiettivo indicato da Anas è l’avvio dei lavori della nuova infrastruttura nel 2028, con le risorse che dovrebbero essere inserite nel bilancio di Anas attraverso il Ministero delle Infrastrutture. Cattaneo ha ribadito che il consolidamento della vecchia Becca e la realizzazione del nuovo ponte sono interventi distinti e che il primo non esclude il secondo. Il progetto del nuovo attraversamento rappresenta infatti lo scenario verso cui dovrebbe muoversi l’intero sistema viario locale. Una volta realizzato il nuovo ponte, la struttura storica potrebbe essere convertita a uso ciclopedonale. Lo stesso progetto di recupero della Becca guarda a questa prospettiva, prevedendo il ripristino degli elementi originari, la protezione delle strutture metalliche, il consolidamento delle parti vulnerabili e una nuova illuminazione. Nel frattempo, però, il territorio dovrà convivere con un cantiere destinato a durare oltre un anno. Il senso unico alternato dovrebbe consentire di mantenere aperto il collegamento nella maggior parte delle fasi, ma le chiusure temporanee non potranno essere escluse. Saranno soprattutto la programmazione degli interventi e la comunicazione preventiva delle modifiche alla circolazione a determinare l’impatto effettivo sulla mobilità. Il 2027 si annuncia quindi come un anno decisivo per il futuro del ponte della Becca, ma cittadini e automobilisti non nascondono il loro disagio.

