Preti e suore dal mondo alla Diocesi

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Il pomeriggio con Mons. Prastaro, vescovo di Asti e il Centro Missionario per dialogare e pregare con quanti giungono da Paesi esteri

TORTONA – Non è stata una semplice riunione, ma un autentico momento di fraternità quello vissuto giovedì 17 settembre presso il Convento dei Padri Cappuccini di Tortona. Voluto dal Centro Missionario Diocesano, l’incontro ha riunito per un pomeriggio i sacerdoti, i religiosi e le religiose che giungono da Paesi stranieri e operano nelle parrocchie e nelle comunità della Diocesi di Tortona. Una presenza ormai capillare e preziosa, che conta una trentina di missionari provenienti da Africa, Asia, America Latina ed Europa dell’Est, impegnati quotidianamente nell’annuncio e nella vita pastorale delle nostre comunità. L’appuntamento si è aperto con il saluto del vescovo Mons. Guido Marini che ha espresso affetto e gratitudine verso i sacerdoti e le suore presenti nel salone del convento. Ha poi rivolto un cordiale benvenuto a Mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, invitandolo a sentirsi sempre accolto nella nostra diocesi. Suor Patrizia Gestro responsabile del Centro Missionario Diocesano ha presentato il relatore dell’incontro, nominato lo scorso giugno presidente della Fondazione Missio. Ordinato sacerdote a Torino nel 1988, nel 1999 è partito come fidei donum per il Kenya, dove ha trascorso dodici anni: parroco a Lodokejek, nel deserto, e poi vicario generale della Diocesi di Maralal. Rientrato in Italia, è stato per anni delegato per il clero straniero a Torino, conoscendo da vicino fatiche e speranze di chi lascia la propria terra per servire altrove. Dopo la relazione, il pomeriggio è proseguito con un tempo di dialogo e confronto a partire da tre domande proposte da Mons. Prastaro: Quanto la mia fede è cambiata grazie all’esperienza missio- naria? Quanto tengo conto del contesto culturale in cui oggi vive l’Europa? Quale progetto missionario ha guidato il mio venire in Italia? Sotto il pergolato del giardino del convento, sacerdoti e suore hanno condiviso gioie e difficoltà dell’inserimento: la nostalgia di casa, la fatica della lingua, le sfide pastorali, ma anche la bellezza dell’accoglienza ricevuta nelle comunità tortonesi. Il pomeriggio è proseguito con la Messa nella chiesa dei frati, alla presenza di un gruppo di fedeli, nella festa dell’impressione delle stimmate di san Francesco. A seguire, la cena nel refettorio del convento, vissuta in un clima semplice e familiare insieme ai frati cappuccini. Un grazie sincero è stato rivolto a Mons. Marco Prastaro per la sua paternità e ai frati cappuccini per l’ospitalità e per aver ricordato che, a 800 anni di distanza, il so- gno di Francesco è ancora vivo e ha i volti di fratelli e sorelle venuti da lontano. Un grazie anche ai sacerdoti e alle religiose che hanno accolto l’invito a vivere un pomeriggio di amicizia, ascolto e condivisione: segno concreto di una Chiesa che si arricchisce nella diversità e cammina insieme.

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