Ex Ilva: parte il conto alla rovescia per salvare l’azienda

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I sindacati chiedono un piano straordinario per garantire la produzione e la tutela dei lavoratori

ROMA – Si conclude con un giudizio fortemente negativo l’incontro tra Governo e organizzazioni sindacali sul futuro dell’ex Ilva convocato martedì 4 agosto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al termine del vertice, i rappresentanti dei lavoratori hanno denunciato l’assenza di proposte concrete per affrontare la crisi del gruppo siderurgico, chiedendo un nuovo confronto urgente a Palazzo Chigi. All’incontro, presieduto dalle strutture tecniche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno partecipato i commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria e di Acciaierie d’Italia, nonché i rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione e di Invitalia. Il tavolo era stato convocato con l’obiettivo di individuare una soluzione per garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Taranto e la tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto. Una situazione già non facile e aggravata dalla decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto lo stop dell’area a caldo entro 90 giorni, ritenendo gli impianti fonte di inquinamento. Una prospettiva che avrebbe gravi effetti sul sistema produttivo e sull’occupazione. Secondo i sindacati, le aspettative riposte nel confronto con l’Esecutivo sono rimaste deluse. Le sigle nazionali e territoriali lamentano che il Governo si sia limitato ad ascoltare le richieste senza presentare un piano operativo capace di garantire il futuro dell’ex colosso siderurgico italiano. Tra le priorità indicate dalle organizzazioni sindacali figurano la continuità produttiva, il risanamento ambientale, il percorso di decarbonizzazione e la salvaguardia dell’occupazione. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha sottolineato come il tempo a disposizione sia ormai ridotto e ha ribadito la necessità di una partecipazione pubblica per assicurare una prospettiva industriale stabile allo stabilimento. Dal canto suo, il Ministero delle Imprese ha fatto sapere che il grupo indiano Jindal ha confermato la volontà di restare nella procedura di gara attualmente in corso per l’acquisto dell’ex Ilva, ribadendo che le aziende interessate possono ancora presentare nuove proposte o migliorare quelle già depositate, purché riferite all’intero perimetro industriale. Un’eventuale modifica delle condizioni della gara comporterebbe, invece, la pubblicazione di un nuo- vo bando, con inevitabili ritardi. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni con il “Tavolo Taranto”, gli incontri con le associazioni dell’industria siderurgica e con le aziende dell’indotto. I risultati delle consultazioni saranno poi portati all’esame del tavolo di Palazzo Chigi, previsto all’inizio di settembre, per definire le prossime decisioni sul futuro dell’ex Ilva.

Federica Riccardi

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