Vannacci: ritorno al passato

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Di Ennio Chiodi

Non è la prima volta che un partito della Destra nazionalista, antieuropeista e identitaria ottiene importanti successi elettorali e si avvicina a gestire direttamente il potere. Il “Freiheitliche Partei Österreichs”, il Partito austriaco della Libertà, di Jörg Heider, in Parlamento a Vienna dall’inizio del secolo, è il partito più votato alle elezioni politiche del 2024 e i sondaggi lo danno in crescita. FPÖ è però all’opposizione di un Governo frutto di un’ampia coalizione nata quasi per l’occasione. Percorso simile, in Francia, per il “Rassemblement National” francese, fondato da Jean Marie Le Pen e consolidato dalla figlia Marine, oggi in netto vantaggio nei sondaggi e in grado di ottenere la vittoria alle prossime elezioni presidenziali. La prospettiva, tuttavia, cambia con la recente vittoria in Germania di “Alternative für Deutschland” nella Regione della Sassonia-Anhalt, imprevista in quelle dimensioni: ben il 44% dei voti, quasi metà della popolazione chiamata alle urne. “Afd”, come gli altri movimenti della estrema Destra populista, autoritaria e nazionalista, non disdegna riferimenti e richiami al nazismo e al fascismo. Urgente – di questi tempi – capire meglio e reagire. Non si tratta più di fenomeni isolati ma di una rete omogenea che potrebbe interessare buona parte d’Europa a partire dai prossimi anni. In Italia questo ruolo è giocato dall’ex generale Roberto Vannacci e dal suo movimento che, a dispetto del nome, “Futuro Nazionale”, guarda piuttosto al passato. Amano regimi autocratici come quello di Vladimir Putin, combattono il fenomeno della immigrazione, con ricette cruente e definitive come la “remigrazione”, auspicano la cancellazione di anni di crescita dei diritti civili e invocano la famiglia tradizionale. Sapremo presto se Futuro Nazionale potrà vantare successi elettorali analoghi a quelli degli omologhi tedeschi, anche perché in Italia un forte Governo di Destra c’è già da diversi anni e i “futuristi” sono costretti a cercare ancora più in profondità nella Destra nazionalista e identitaria. Vannacci, invitato nel salotto buono della borghesia imprenditoriale del Forum Ambrosetti a Cernobbio, ha provato a convincere anche quel mondo, ma ha trovato pane per i suoi denti. L’ex presidente del Consiglio Mario Monti, già rettore della Bocconi, già commissario europeo e oggi senatore a vita, gli ha contestato con efficacia non tanto una presunta ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, ma una insidiosa «ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo. Il suo programma è in gran parte fuori dalla Costituzione e per combattere questo – ha concluso – spenderò anche le mie ultime energie». Applausi scroscianti del pubblico di Villa d’Este.

enniochiodi [at] gmail.com

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