Una provocazione salutare

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA

Qualche tempo fa un caro amico mi ha regalato un saggio, per poi condividerne i contenuti in un secondo momento. Si tratta del libro di Armando Matteo, teologo e docente presso l’Università Urbaniana, La fortuna di essere irrilevanti. Tra- sformazioni strutturali di una Chiesa dalla quale nessuno o quasi si aspetta più nulla, (Edizioni San Paolo, 2026, pp. 175). Il sottotitolo chiarisce molto bene l’ambito a cui afferisce il provocatorio titolo. È un testo che si sofferma, seppur in modo divulgativo, sulla situazione della Chiesa Europea; partendo da una sintetica e cruda analisi, giunge alla conclusione che la nuova popolazione europea ha perso definitivamente l’orizzonte culturale della visione platonica, non avendo alcun interesse verso la concezione spi- rituale della persona umana e puntando unicamente sulla dimensione materiale della vita. Tutto nasce e si conclude nei pochi giorni di vita terrena, lasciando alla cultura commerciale imperante il potere di dettare i ritmi e i valori per cui conta vivere: l’insoddisfazione sociale è l’evidenza più grande. Il nostro autore, prendendo spunto dall’intuizione di Papa Francesco, per il quale ci troviamo a vivere un cambiamento d’epoca e non un’epoca di cambiamenti, trae la conclusione, amara ma realistica, dell’inefficacia della “pastorale della consolazione”, strumento ben consolidato dell’agire ecclesiale degli ultimi due secoli. Nel lettore nasce la domanda abbastanza scontata: cosa dobbiamo fare? La proposta è quella di un cambiamento di paradigma nella pastorale: il ritorno alla centralità della vita parrocchiale; l’attenzione della pastorale centrata sulla gioia del- l’annuncio del Vangelo della salvezza. Nelle indicazioni più concrete non mancano le sorprese in riferimento al cammino intrapreso dalla nostra Diocesi; ma questo lavoro di riforma delle Comunità pastorali rischia di divenire inutile se non è la premessa a un nuovo stile di annuncio del Vangelo, legato alla gioia di sentirsi parte della famiglia degli amici di Gesù. Nel frattempo, il mio caro amico è stato chiamato dal Padre alla vita eterna, ma la no- stra promessa di dialogo non viene meno; seppur con cuore ferito, mi piace sapere che, d’ora in poi, quanto vorrà suggerirmi avrà il sapore dell’eternità. Lettura semplice e consigliata a chi ama la Chiesa, splendido corpo di Gesù.

Don Francesco Larocca

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