Un cuore puro può far fiorire i deserti

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Il 1° settembre la Messa di Mons. Marini nella Giornata di preghiera per la cura del creato

TORTONA – Martedì 1° settembre la Chiesa ha celebrato la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, inizio del cosiddetto “Tempo del Creato” che si conclude il 4 ottobre, festa di san Francesco. Nella Diocesi di Tortona questa importante ricorrenza è stata l’occasione per ritrovarsi insieme alle ore 8 nella Messa presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini. La celebrazione eucaristica, alla quale hanno preso parte don Baldi, parroco della cattedrale, i canonici don Curone, don Lovazzano e don Verri e i sacerdoti don Bava e don Demergasso, si è svolta nei Giardini Perosi, che sorgono accanto alla cattedrale, all’aria aperta e sotto uno splendido cielo azzurro che ha creato uno scenario nel quale è stato possibile ammirare la bellezza della natura creata da Dio. Nell’omelia il vescovo ha richiamato l’attenzione sul Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata intitolato Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci (Is 2,4), nel quale si sottolinea il legame tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente. “Immaginiamo un mondo – scrive Leone XIV – in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi”. Mons. Marini ha sottolineato l’importanza che il Pontefice dà al cuore dell’uomo vera “radice” del cambiamento, «perché se non cambia il cuore dell’uomo, – ha detto il vescovo – non possono cambiare le cose, i deserti non possono diventare giardini fioriti e le guerre non possono avere fine». Facendo riferimento alle letture del giorno, il vescovo ha ricordato come san Paolo evidenzia «quando noi riconosciamo la paternità di Dio e riconosciamo la nostra figliolanza, allora il nostro modo di avvicinare la creazione sarà il modo di chi vi contempla un dono inestimabile di Dio, da accogliere, da custodire, da far diventare trampolino di lancio per la bellezza e il bene della nostra vita». Citando poi il passo del vangelo del giorno (Lc 4,31-37), il Pastore diocesano ha affermato che «soltanto nella misura in cui noi combattiamo il peccato, consentiamo al Signore di strapparcelo dal cuore e chiediamo la grazia della misericordia del perdono, allora diventiamo artefici di giardini fioriti». Concludendo, ha ribadito che nella paternità dell’amore del Signore possiamo «vivere in un modo nuo- vo la relazione con il creato che è il suo dono» e che «liberandoci dal peccato possiamo permettere al cuore «di diventare artefice di un mondo nuovo e dunque anche di una creazione custodita». Nella celebrazione, animata dai canti della Corale della Cattedrale diretta da Daniela Menditto, il vescovo ha utilizzato il nuovo formulario della Messa per la custodia della creazione, autorizzato lo scorso anno da Papa Leone.

Daniela Catalano

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