La Madonna è la nostra celeste guida e custode premurosa

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La festa al santuario della Guardia sabato 29 agosto a Tortona. Il pontificale del card. De Donatis al mattino, la Messa e la processione con il vescovo al pomeriggio

TORTONA – È stata una giornata densa di grazia e profonda commozione quella di sabato 29 agosto nella quale è stata celebrata la solennità della Madonna della Guardia, che quest’anno ha avuto un carattere speciale perché ricorre il centenario della posa della prima pietra del santuario di Tortona, che culminerà nel mese di ottobre. Alla vigilia della festa, alle ore 23 di venerdì 28, il vescovo Mons. Guido Marini ha presieduto la Messa seguita dal tradizionale “Caffè di don Orione” e ha sottolineato come la Madonna sia per noi guida e custode premurosa perché custodisce in noi la presenza di Gesù nell’Eucaristia. «Oltre a custodire Gesù nella Parola, nell’Eucaristia – ha detto – lo custodisce per noi perché ci aiuta, ci sostiene, ci accompagna affinché viviamo con grande impegno il desiderio di comunicare a tutti la presenza di Gesù che è il nostro Salvatore». Fin dalle prime ore di sabato, molti sono stati i fedeli che hanno partecipato alle Messe celebrate sia in santuario sia in cripta. Particolarmente significativa è stata la celebrazione presieduta dal superiore generale, don Tarcisio Vieira, in cui si sono ricordati i giubilei sacerdotali e religiosi della famiglia orionina, rendendo grazie al Signore per il dono della fedeltà e del servizio. Il momento culminante della mattinata è stato il solenne pontificale dell’Apparizione delle ore 10.30, presieduto dal Penitenziere Maggiore, il cardinale Angelo De Donatis, al quale Mons. Marini ha rivolto un affettuoso saluto. Nella sua omelia il porporato ha esortato l’assemblea ad alzare lo sguardo al cielo per poi posarlo nuovamente sulla terra con occhi nuovi, trovando in Dio il vero ristoro e ha ricordato come il tempio tortonese sia stato eretto da don Orione “a forza di Ave Maria”, ha evidenziato come la Vergine ci sostenga dall’alto ma ci riporti sempre con i piedi per terra, tenendoci per mano lungo i passi polverosi della vita, per insegnarci a guardare il mondo dal basso, con la prospettiva dei piccoli e di chi soffre, certi che persino nell’era dell’intelligenza artificiale nessun algoritmo potrà mai sostituire l’amore di Dio. Nel pomeriggio alle ore 17 la Messa è stata celebrata dal vescovo Mons. Guido Marini che nella sua riflessione ha confidato il profondo turbamento di fronte all’immagine della Vergine Maria, nella quale si realizza la promessa biblica dei cieli nuovi e della terra nuova. Attraverso il delicato ricordo del piccolo don Oreste Benzi che osservava la madre tessere al telaio, il vescovo ha sottolineato come la fede permette di scorgere un disegno provvidenziale d’amore anche tra i fili apparentemente disordinati e i nodi più dolorosi dell’esistenza. Subito dopo, si è snodata la grande e tradizionale processione che ha accompagnato con un grande concorso di popolo la statua della Madonna per le vie cittadine fino alla cattedrale, dove sul sagrato è stato recitato il Credo, come voleva don Orione, prima di far rientro in basilica per la benedizione eucaristica e le parole del superiore generale che ha rivolto un grazie corale a tutti. Le celebrazioni sono proseguite con altre due Messe intervallate dallo spettacolo pirotecnico che ha illuminato la notte tortonese. A tutti i presenti è rimasto nel cuore l’invito di Mons. Guido Marini a ripetere con gioia le parole di Maria: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”.

Fabio Mogni (Foto: Luigi Bloise)

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