Il “trittico” di don Mariani

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONAÈ una penna – e una mente – molto feconda quella di don Andrea Mariani, sacerdote diocesano, classe 1967, attualmente docente presso l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, nel Corso di Laurea in Medicina. Egli esprime le sue riconosciute competenze teologi- che e la sua specializzazione in Bioetica, oltre che nell’attività accademica, in una notevole produzione saggistica e divulgativa; con i suoi tre ultimi libri (che anticipiamo qui brevemente e che presenteremo diffusamente venerdì 18 settembre alle ore 17.30, nel Salone Caritas di via Perosi 38 a Tortona) sta per raggiungere il ragguardevole numero di 50 titoli pubblicati. Si tratta di testi nei quali il “nostro” autore affronta temi teologico-antropologici complessi con rigore scientifico, ma con linguaggio accessibile e approccio colloquiale, offrendo al lettore riflessioni per la quotidianità e spunti pratici per affrontare le sfide, umane e tecnologiche, che il “cambiamento d’epoca” pone a ciascuno. Don Andrea non teme di risultare “scomodo” e usa la provocazione come me- todo per svegliare la coscienza; così fa anche nelle sue recenti opere: Non ci sei solo tu! Caino: lo sguardo invidioso (Edizioni If Press, 2025, pp. 111), Sulla strada del samaritano. Il “decalogo” dell’amore (Edizioni Sanpino, 2026, pp. 150) e Uscire dentro! Per una “bio-etica” inclusiva (Edizioni If Press, 2026, pp. 127). Nel primo testo la figura di Caino serve per analizzare un male antico quanto l’uomo: l’invidia; la domanda di Dio “Dov’è tuo fratello?” è la chiave che apre il percorso di responsabilizzazione verso l’altro per superare l’individualismo esasperato che avvelena la nostra società. Cura dell’altro e prossimità sono al centro del secondo libro: la parabola del Buon Samaritano è tradotta in 10 verbi d’azione che trasformano l’inten- zione astratta di amore in gesti molto concreti d’attenzione, superando la coltre d’indifferenza e i confini della competenza. Il terzo volumetto si impone già dal titolo Uscire dentro!, volutamente paradossale, per far riflettere sulla necessità e urgenza di un cammino “dentro” di sé, per poter “uscire verso una bioetica inclusiva”, capace di sostenere il valore, oggi indebolito, ma mai negoziabile, della vita e dignità della persona umana. Ne riparleremo con l’autore e gli amici Giulia e Salvatore venerdì 18 settembre. Arrivederci!

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