L’ingresso di don Padrini a Casteggio
Con la celebrazione presieduta dal vescovo è iniziato ufficialmente il ministero nella comunità pastorale ”San Luigi Versiglia”
CASTEGGIO – «Che tu possa fare ogni giorno canestro nel cammino di fede nella comunità pastorale “San Luigi Versiglia”». Questo l’augurio del vescovo rivolto a don Paolo Padrini al termine della celebrazione eucaristica per l’ingresso ufficiale, ispirato da un simpatico aneddoto capitato al sacerdote. Sabato scorso nella chiesa del Sacro Cuore gremita di fedeli di Casteggio, Oliva Gessi e Mairano, con i rispettivi sindaci le comunità affidate a don Paolo, Mons. Marini ha presieduto la S. Messa che ha visto presenti don Gianni Captini, don Jeje, don Patrizio Dander e il vicario foraneo mons. Gianfranco Maggi, insieme a don Luca Ghiacci da poco trasferito a Stradella. Dopo i riti d’ingresso e la lettura del decreto di nomina, don Paolo ha rinnovato le promesse sacerdotali nelle mani del Pastore diocesano e ha poi asperso l’assemblea accompagnato dai canti del Grande Coro della Comunità Pastorale diretto da Giuseppe Ascagni. Nell’omelia Mons. Marini ha delineato la missione del sacerdote attraverso le parole di Papa Francesco che esortava i pastori ad assumere una triplice postura verso la comunità: stare davanti per guidare, in mezzo per condividere le fatiche e dietro per sostenere chi resta indietro. Mons. Marini ha sottolineato l’affetto e la gratitudine verso don Paolo, anche per gli anni in cui gli è rimasto vicino fin dall’arrivo in Diocesi e per l’aiuto «importante, prezioso, amico» ricevuto nei primi cinque anni del suo episcopato. Il vescovo, poi, si è soffermato sulla Parola di Dio della XXV domenica del tempo ordinario mettendo in evidenza tre aspetti. Il primo è la familiarità con la Parola, attraverso un ascolto quotidiano, attento e innamorato della Parola, perché in questo modo la fede si trasforma in un reale e nuovo stile di vita. Il secondo è la centralità di Cristo, richiamato dalle parole di san Paolo nella Lettera ai Filippesi, in cui invita a fare di Gesù il centro del proprio cuore, la passione principale e il significato di tutta l’esistenza. La comunità, infatti, cerca nel pastore un testimone che viva di Gesù e mostri il Suo volto e, infine, il terzo aspetto la bontà di Dio: dalla parabola evangelica emerge la rivelazione che Dio è l’unico infinitamente ed eternamente buono, desideroso del bene per i suoi figli. Il parroco, dunque, è chiamato a far sperimentare questa bontà attraverso la concretezza del proprio ministero. Prima della benedizione anche don Paolo ha voluto rivolgere un pensiero grato al vescovo, ai confratelli e alla “sua” gente che sta imparando a conoscere e amare fin dal suo arrivo lo scorso 2 agosto. A loro ha consegnato un prezioso scritto che delinea la figura del parroco, pronto a esserci sempre con carità e gioia. Dopo la foto ricordo (Foto: Elisa Rezzani). Nel giardino della canonica è stato poi possibile salutare e congratularsi con don Padrini.

