Varzi sta riscoprendo le sue radici

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Il museo multimediale Casone si unisce alla torre Mangini: un progetto che coinvolge gli studenti

VARZI – La storia di Varzi torna a parlare attraverso i suoi luoghi più rappresentativi, tra il recupero delle testimonianze medievali e le nuove tecnologie al servizio della cultura. Il borgo dell’Oltrepò pavese punta a rafforzare la propria attrattività turistica con un progetto che mette in relazione il museo multimediale del Casone e la torre Mangini, due tasselli di un percorso di valorizzazione destinato a restituire alla comunità un patrimonio di grande valore storico e architettonico. Il primo passo è già stato compiuto con l’avvio delle attività didattiche al Museo multimediale Casone, dove gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Varzi hanno partecipato al primo di sei incontri dedicati alla conoscenza del territorio. L’iniziativa coinvolgerà le scuole primarie, le secondarie di primo grado e gli alunni dell’indirizzo alberghieroenogastronomico, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia e alle tradizioni locali. Situato in via di Dentro, l’antico edificio risale alla seconda metà del XIII secolo e in passato svolgeva la funzione di Corpo di Guardia lungo la Via del Sale. Dopo un importante intervento di recupero, finanziato con 500 mila euro nell’ambito della Strategia nazionale per le Aree interne, il Casone è diventato il primo museo multimediale dell’Oltrepò e dell’Appenni- no, offrendo un itinerario immersivo attraverso le vicende che hanno segnato la storia della valle. Intanto, mentre il museo diventa un luogo di formazione e divulgazione, si avvicina anche un appuntamento importante per il recupero del centro storico. Sabato 31 ottobre la torre Mangini sarà inaugurata e aperta al pubblico in occasio- ne di un Open Day in programma dalle 11 alle 18. L’iniziativa permetterà a cittadini e visitatori di riscoprire uno degli elementi più caratteristici del profilo medievale del borgo e di ammirare il paesaggio circostante dall’alto. Il recupero della torre ha richiesto un in- vestimento complessivo di 53 mila euro, di cui 23 mila messi a disposizione dalla Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia e 30 mila stanziati dal Comune. L’edificio era stato donato all’Amministrazione nel 2022 dai fratelli Mazza Galanti e torna a essere parte integrante di un progetto di valorizzazione più ampio. Uno degli interventi più significativi riguarda la riapertura del collegamento storico con il Casone, attraverso un passaggio che era stato murato negli anni Novanta. Il ripristino consentirà di creare un itinerario unitario tra i due edifici, offrendo un’esperienza di visita che intreccia architettura, memoria e paesaggio. «Continua il nostro lavoro di recupero e valorizzazione del borgo medievale, con un’attenzione particolare alla restituzione del patrimonio storico alla comunità e alle nuove generazioni» – ha dichiarato il sindaco di Varzi, Giovanni Palli, sottolineando il ruolo degli incontri scolastici e l’importanza dell’apertura della torre. Per Varzi, l’apertura del 31 ottobre rappresenta dunque molto più di una semplice inaugurazione.

Mattia Tanzi

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