Novi Ligure sposa la filosofia BioSlow

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Il Comune ha siglato un protocollo d’intesa per la nascita del Distretto del Cibo

NOVI LIGURE – Il futuro del territorio si scrive ripartendo dalla terra, dalla mobilità dolce e da un nuovo patto di fiducia con i cittadini. Questa è la filosofia alla base di “BioSlow”, la rete nata nel novembre 2018 durante il meeting romano “All Routes Lead To Rome” grazie all’impulso dei primi firmatari, Italiabio e Simtur. Non si tratta semplicemente di un network, ma di un impegno concreto per tutelare il patri- monio materiale e immateriale delle comunità locali, intese come veri custodi del buon vivere, delle tradizioni e di un paesaggio in perfetto equilibrio tra città e campagna. In questo contesto, l’agricoltura biologica smette di essere solo una tecnica di coltivazione e diventa una visione etica: un insieme di principi che insegna a non dissipare le risorse e a preservare l’ambiente per le generazioni future. Questi valori globali stanno trovando un’applicazione pratica e immediata a Novi Ligure, dove l’amministrazione comunale ha appena siglato un importante protocollo d’intesa con l’associazione “Bioslow” per l’istituzione del Distretto del Cibo. L’iniziativa si sposa perfettamente con le linee programmatiche di Palazzo Dellepiane, orientate alla valorizzazione delle produzioni locali, allo sviluppo turistico sostenibile e alla salvaguardia della qualità della vita. Dagli uffici comunali trapela grande ottimismo: la nascita del Distretto viene considerata un’opportunità strategica per stimolare la crescita economica e sociale del novese, cementando al- leanze virtuose tra il settore pubblico e i privati. Il cuore pulsante di questo progetto potrebbe presto battere all’interno dell’ex Cavallerizza di piazza Pernigotti. Di questo storico immobile si è discusso recentemente in commissione consiliare Lavori Pubbli- ci, dove il vicesindaco Simone Tedeschi ha fatto il punto sulla riqualificazione della struttura, finanziata grazie alle opere compensative del Terzo Valico ferroviario. L’associazione “Bioslow” è infatti tra i quattro soggetti che hanno risposto alla manifestazione di interesse per il riutilizzo degli spazi. Ben tre di queste proposte condividono la medesima vocazione: trasformare l’ex Cavallerizza in un polo dell’enogastronomia e delle eccellenze locali. L’idea illustrata da Tedeschi punta a coinvolgere direttamente le aziende della zona, riunendole in un consorzio capace di dare vita a un mercato coperto con offerte di street food d’autore. Il dibattito sul futuro dell’immobile resta aperto e dinamico. I membri della commissione Lavori Pubblici hanno già programmato una serie di audizioni per ascoltare i proponenti e valutarne i progetti. L’attenzione dei consiglieri comunali resta tuttavia concentrata sulla sostenibilità economica: a più riprese è stata ribadita la necessità di esaminare attentamente i business plan, per garantire che la proposta selezionata sia solida, autonoma e non rischi di gravare sul bilancio del Comune.Vittorio Daghino

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