Ex Ilva tra guai giudiziari e offerte di acquisto

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Il ricorso in cassazione e tre manifestazioni d’interesse per la vendita del gruppo siderurgico

NOVI LIGURE – Un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria si è aperto per il colosso ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria. La società che, a oggi, gestisce gli impianti ha presentato in Cassazione il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano, che lo scorso 27 luglio ha disposto la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 90 giorni per motivi di salute pubblica. Il ricorso chiede l’annullamento del provvedimento, ma non ne sospende automaticamente la scadenza fissata al 28 ottobre, per completare le operazioni di stop dell’impianto pugliese. Acciaierie d’Italia contesta, infatti, le condizioni imposte dalla Corte per poter riprendere l’attività. Nello specifico, il provvedimento prevede la rimozione dell’amianto presente negli impianti e un intervento per ridurre le emissioni di PM10 e PM2,5 entro limiti di sicurezza che, secondo la Corte, potrebbero essere la causa dell’aumento di tumori. L’azienda sostiene inoltre che la Corte d’Appello non possa intervenire direttamente sul contenuto dell’AIA, cioè l’autorizzazione che stabilisce le condizioni ambientali per il funzionamento dello stabi- limento. Nel mese di settembre sarà esaminata la richiesta, ma la decisione finale potrebbe arrivare quando le operazioni di stop potrebbero essere già state avviate. Tra le ipotesi, infatti, ci sarebbe una prima riduzione della produzione dell’altoforno 2 a partire dal 7 settembre, con conseguente avvio dello stop intorno al 20 settembre. Resta, però, ancora tutto da chiarire riguardo ai tempi e modalità della fermata e intanto i sindacati attendono la convocazione di un incontro con l’azienda previsto proprio nei primi giorni di settembre. Le novità ci sono anche per quanto riguarda l’acquisizione del colosso siderurgico. In questi giorni, infatti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riferito che al momento sono due le offerte vincolanti per l’acquisto dell’ex Ilva, tra cui si conferma il gruppo indiano Jindal, che ha però aggiornato la proposta in seguito alla sentenza della Corte d’Appello di Milano. Sul tavolo ci sarebbero pure due manifestazioni di interesse, quella del fondo d’investimento statunitense Flacks Group e quella della società ceca Ce Industries, oltre a una riconducibile a Federacciai.

Federica Riccardi

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