Silenzio e preghiera per la bimba uccisa dalla madre

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Il dramma avvenuto a Tortona nella notte di venerdì scorso in via Baluardo

TORTONA – Sgomento e incredulità hanno attraversato la città quando al mattino di venerdì 23 ottobre si è diffusa la notizia che una madre aveva ucciso la figlia di appena 3 anni, accoltellandola nel sonno, prima di chiamare i carabinieri ed essere arrestata. La tragedia è avvenuta nella notte in un alloggio di social housing situato in via Baluardo, a due passi dalla storica chiesa di Santa Maria Canale e dalla Mensa solidale “Boggio Sola”. Viktoria Timofeeva, 36 anni, originaria della Russia, con la figlia Alessandra Lucia viveva dalla scorsa primavera in un appartamento protetto, gestito dalla Cooperativa Agape. Le due erano inserite in un percorso di supporto e accompagnamento seguito dal Cisa, il Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale. Dietro la terribile vi- cenda emerge una situazione familiare complessa, segnata da difficoltà economiche e tensioni legate alla gestione della bambina. Viktoria era giunta in Italia alcuni anni fa per lavoro e aveva conosciuto il padre della bimba, nata nel 2023. Nel luglio 2024, però, la donna aveva presentato una denuncia per maltrattamenti contro l’ex compagno ed era stata accolta nella comunità Villa Ferrari della Caritas a Voghera. Dopo aver raggiunto una maggiore autonomia, si era trasferita nella casa di Tortona. Proprio giovedì 22 ottobre, poche ore prima dell’omicidio, si era tenuta un’udienza relativa all’affidamento di Alessandra. Il giudice aveva sollecitato la donna a rispettare gli accordi che prevedevano la possibilità per il padre di incontrare la figlia due volte alla settimana in un luogo neutro. La decisione potrebbe aver scatenato l’insano gesto. Dopo l’arresto, la trentaseienne è stata trasferita nel carcere di Vercelli, dove si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La sua legale, Federica Tartara, ha spiegato che era in stato confusionale e sotto choc. Nel frattempo, il giudice ha convalidato il fermo e gli investigatori hanno cercato di ricostruire quanto accaduto tra mezzanotte e l’una. Nella perquisizione hanno ritrovato una lettera scritta in cirillico dalla madre e alcuni messaggi inviati alla vicina di casa che rappresentano elementi importanti per chiarire la successione degli eventi. Intanto, sul corpo della bambina è stata disposta l’autopsia. Anche i legali del padre della piccola, gli avvocati Lorenzo Bianchi e Massimo Bianchi, sono intervenuti per precisare che il procedimento per lesioni a carico del loro assistito era stato archiviato nel febbraio 2025 perché il pubblico ministero aveva ritenuto che il fatto non avesse rilevanza penale e che l’uomo attualmente contribuiva in parte alle spese della figlia e si occupava degli adempimenti amministrativi. Viktoria è descritta da tutti come una donna mite, sorridente e gentile e come una madre affettuosa e premurosa. In una nota diffusa dopo il delitto, il Cisa ha evidenziato il lavoro svolto a sostegno di madre e figlia alle quali erano stati garantiti sostegno economico e supporto abitativo, parallelamente all’attivazione di interventi educativi e di accompagnamento. Il Consorzio ha sottolineato come, durante gli incontri e le attività degli operatori, non fossero mai emersi elementi per ipotizzare una situazione di pericolo per la minore. Per gli inquirenti l’ipotesi è che la madre abbia agito in un momento di estrema disperazione. Il direttore della Caritas diocesana, Luca Simoni, e gli operatori, sconcertati e addolorati per quanto accaduto, hanno chiesto silenzio, rispetto e preghiera per le due vite spezzate. Nel pomeriggio di venerdì 23 ottobre, alle ore 18, è stato pregato il Rosario nella chiesa di Santa Maria Canale per affidare la piccola e la madre al Signore. Anche il sindaco Federico Chiodi si è unito al cordoglio e ha dichiarato che «tutta la città è profondamente scioccata e colpita per quanto è avvenuto». Mentre la giustizia cerca di rispondere agli interrogativi sulla dinamica dei fatti, resta lo smarrimento di fronte al terribile gesto di una madre che ha messo fine alla vita della sua bimba, vero motivo di gioia della sua esistenza.

Ciao Alessandra

Cara Alessandra Lucia, noi volontari della Mensa solidale “Boggio Sola” che sorge vicino all’appartamento di via Baluardo, non dimentiche- remo mai il tuo sorriso. Da alcuni mesi eri diventata una presenza fissa e noi avevamo imparato a volerti bene. Quando ti vedevamo arrivare insieme alla tua mamma Viktoria, ti accoglievamo con gioia. Con i tuoi capelli biondi ricci e gli occhioni azzurri eri bellissima e molto curiosa. Ti alzavi sulle punte per vedere che cosa facevamo dietro al bancone dove distribuiamo i pasti. Poi, attenta, guardavi la tua mamma che sceglieva che cosa avreste mangiato insieme, nella vostra cucina. Lei ti accarezzava i capelli e ti parlava in russo, la tua lingua, e tu la guardavi piena di fiducia e di amore. Amavi tanto i giocattoli e quando te ne regalavano uno, saltellavi felice e ridevi se ti offrivamo le caramelle o i cioccolatini. Sapevi poche parole in italiano, ma dicevi molto bene “ciao” e “grazie” e ci salutavi sempre con allegria. L’ultima volta che ti ho incontrata, all’inizio di settembre, indossavi una maglietta colorata e ricordo che qualcuno ti ha donato un piccolo peluche che hai subito accettato con grande soddisfazione, stringendotelo al petto come un tesoro. Fiera e orgogliosa, sei uscita tenendo per mano la mamma. Purtroppo, non sentiremo più il suono gentile della tua risata e non vedremo più la tua testolina affacciarsi impertinente, ma non pensare che ti dimenticheremo. Sarai per sempre nei nostri cuori. E siamo certi che ora che sei un angioletto, continuerai a vegliare su di noi che non abbiamo potuto far nulla per difenderti. Ciao piccola… ti vogliamo bene!Daniela Catalano

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