Sant’Antonio scrigno della Parola e della misericordia
La celebrazione eucaristica e la processione in onore del santo a Voghera con Mons. Marini
VOGHERA – La parrocchia di San Pietro, retta dal sacerdote orionino don Pietro Sacchi, affiancato da don Patrizio Dander e don Severino Tolfo, come tradizione, ha celebrato solennemente insieme alla comunità la festa di sant’Antonio, la cui devozione è molto cara ai vogheresi. A chiudere la giornata di preghiera è stato il vescovo Mons. Guido Marini che ha celebrato la S. Messa seguita dalla processione. Rivolgendosi ai numerosi fedeli che gremivano la chiesa, il vescovo nell’omelia ha esordito citando le parole di Papa Gregorio IX che definì sant’Antonio come “Arca del Testamento” per sottolineare il suo profondo e costante ascolto della Parola di Dio. Questo appellativo, come ha spiegato Mons. Marini, evidenzia il fatto che il santo è stato talmente attento e rapito dalla Parola da diventare egli stesso uno scrigno capace di contenere il “Testamento”, che ha poi trasmesso attraverso il suo insegnamento. Il vescovo, facendo riferimento alle letture della Messa, ha sottolineato tre insegnamenti particolari che Antonio, come un’arca, custodiva e offriva ai fedeli. Il primo è la gratitudine per i doni di Dio: il santo, infatti, invitava a una preghiera di lode e ringraziamento, riconoscendo che Dio accompagna e riempie di grazia la vita quotidiana, spesso a nostra insaputa. Il secondo è l’immagine della croce di Cristo come specchio: sant’Antonio esortava a meditare sulla passione di Cristo e a considerarla come uno specchio per vedere da un lato il dramma del peccato umano e dall’altro l’immensa grandezza della misericordia divina e, infine, l’insegnamento sulla compassione di Gesù. Attraverso quattro verbi fondamentali – ascoltare, invocare, pensare e leggere – il santo insegnava come sperimentare la tenerezza e la vicinanza del Signore nella propria vita. Prima di concludere, Mons. Marini ha esortato a fare tesoro dell’insegnamento del santo «perché la nostra vita di fede possa essere maggiormente animata da una preghiera colma di gratitudine per l’amore di Dio, perché la nostra vita di fede possa conoscere di più lo specchio di Gesù che muore per noi e che mette ordine nella nostra vita, rendendoci consapevoli del nostro peccato, ma della grandezza del suo perdono, perché la nostra vita possa maggiormente avere Gesù con sé in ogni momento e con sempre maggiore intensità e profondità di amore». Al termine la statua del santo, accompagnata dalla Banda musicale “Città di Voghera”, dai sacerdoti e dai fedeli ha percorso le vie del quartiere e ha sostato anche davanti all’ingresso dell’ospedale cittadino, dove il vescovo ha recitato un’Ave Maria e ha impartito la benedizione su quanti sono ricoverati all’interno. La processione si è conclusa davanti alla chiesa in via Emilia dove Mons. Marini ha invitato a guardare con fiducia a sant’Antonio che ha saputo donare il pane ovvero il conforto umano e la Parola di Dio, per rendere tutti partecipi dell’amore misericordioso di Gesù. Ha concluso benedicendo i presenti che hanno esclamato con forza “Viva sant’Antonio”. Don Sacchi ha voluto esprimere la sua gratitudine ai parrocchiani che si sono impegnati per la riuscita della festa e in particolare al “suo” vescovo il quale ha poi salutato personalmente e con affetto i presenti.
Daniela Catalano

