«Più che di mattoni è fatto di Ave Maria»

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L’anniversario. Il santuario della Madonna della Guardia di Tortona compie 100 anni. La ricorrenza sarà celebrata sabato 24 ottobre

DI DON FLAVIO PELOSO

Don Orione promosse un voto popolare alla Madonna della Guardia per invocare la fine della guerra mondiale con il ritorno dei soldati in quel momento in guerra e per promettere di erigere un santuario come segno di fede e di conversione. Il voto fu fatto il 29 agosto 1918, in occasione della festa della Madonna della Guardia celebrata presso la piccola chiesa di San Bernardino: “Fu in quel giorno che, ai piedi della guardiana d’Italia, abbiamo deposto un quadro, che ancora esiste. Nel mezzo era un cuore d’argento, simbolo del cuore di tutto il popolo; attorno vennero appuntate parecchie liste di nomi, i nomi dei combattenti, offerti dalle madri e dalle spose in pianto. A voce di popolo, si è fatto voto a Maria Santissima che si sarebbe innalzato in San Bernardino di Tortona un santuario degno se la Vergine avesse affrettato la fine della guerra con la vittoria delle bandiere italiane, dando pace al Paese e restituendo alle famiglie sani, salvi e vincitori i nostri soldati”. Il voto fu accolto e benedetto in cattedrale dal vescovo, Mons. Simon Pietro Grassi.

La guerra mondiale terminò il 4 novembre successivo al voto e tornarono vivi tutti gli uomini sotto le armi. A Tortona pensarono al voto fatto alla Madonna della Guardia.

La lunga attesa

Conoscendo l’intraprendenza di don Orione, tutto faceva pensare a una rapida realizzazione del santuario. E invece si dovette attendere fino al 1928 per l’inizio dei lavori. Perché si attese tanto? Finita la prima guerra mondiale, un po’ ovunque furono eretti monumenti, furono dedicati viali e piazze per ricordare i Caduti e celebrare la pace. In Tortona, il 6 marzo 1922, fu lanciata l’iniziativa della “erezione di un Tempio della Pace che accoglie il ricordo, il nome di tutti i caduti della Diocesi nostra”. Il progetto fu promosso da un Comitato cittadino cui aderirono anche ecclesiastici. Il tempio doveva sorgere sul Castello. Fu benedetta la “prima pietra” il 17 giugno 1922. Don Orione che già stava muovendosi per il santuario della Madonna della Guardia a San Bernardino, di fronte a questa iniziativa si fermò onde evitare divisioni in città. Intanto, la ricorrenza della Madonna della Guardia, al 29 di agosto di ogni anno, portava nel rione di San Bernardino un’ondata popolare di devozione mariana. Siccome poi l’iniziativa del Tempio votivo non decollò per l’esigua somma di soldi raccolta, il vescovo Grassi, nel 1926, diede il via libera a don Orione per la costruzione del santuario della Madonna della Guardia. Il luogo prescelto fu il grande orto donato dalla famiglia Marchese a San Bernardino proprio in quell’anno.

1926: la prima pietra del santuario

Il rito della benedizione della “prima pietra” del santuario si celebrò nel pomeriggio del 23 ottobre 1926. A presiederlo fu il tortonese Carlo Perosi, nominato cardinale il 21 giugno precedente. Egli giunse dal municipio a San Bernardino passando per le strade imbandierate, tra due ali di folla plaudente. Si lesse l’epigrafe, la pergamena fu firmata dalle autorità e posta dentro la “Prima Pietra” consistente in un blocco di marmo inciso contenente un mattone della Porta Santa di San Pietro in Vaticano, alcune monete e medaglie sacre. Don Orione pronunciò brevi e calde parole di fede: «La prima pietra, cari miei, dobbiamo fondarla nel nostro cuore. E la pietra è Gesù Cristo, è la grazia di Dio dentro di noi, è la vita di Gesù in noi». Erano presenti il vescovo Mons. Grassi e molti ecclesiastici delle Diocesi di Tortona, di Alessandria, il vescovo Felice Cribellati con sacerdoti e chierici della congregazione, il sindaco Francesco Salice, il barone Alessandro Guidobono Cavalchini Garofoli, il pittore Cesare Saccaggi e i membri della famiglia Marchese. A funzione finita, don Orione diede sfogo alla piena del suo cuore con parole particolarmente commosse per il cardinale Perosi: «ricordando quando l’Eminenza Vostra veniva a darci conforto con la sua opera a beneficio spirituale dei primi alunni che la Provvidenza di Dio ci aveva messo tra le mani». Proseguì con «un ringraziamento cordialissimo a tutte le autorità presenti; a tutto il popolo di Tortona, specialmente le famiglie di San Bernardino». E concluse: «A tutti, fin d’ora, porgo l’invito più caloroso ad intervenire, fra qualche anno, all’inaugurazione del santuario, che sarà splendido per fede e per arte, e porterà lontano il nome della nostra Tortona e la fede dei Tortonesi».

La costruzione del santuario

Dopo la benedizione della Prima Pietra, il vescovo Grassi scrisse: “Penso che sia risoluzione degna del cuore di Don Orione troncare gli indugi e porsi coraggiosamente all’opera”. Don Orione, confidando nella Divina Provvidenza, nelle piccole offerte della buona gente, nel contributo di alcuni benefattori e nel lavoro dei suoi chierici, il 16 aprile 1928 diede avvio alla costruzione del santuario in “San Bernardino” dando egli stesso la prima picconata e lavorando fino a sera. Ci volle un bel coraggio a imbarcarsi nell’impresa del santuario in una congiuntura economica di grande povertà, nel tempo della terribile depressione economica del 1929. Il santuario della Madonna della Guardia sorse tra il 1928 e il 1931 e fu benedetto solennemente il 29agosto 1931 dal vescovo Grassi. Fu “costruito” dai preti e chierici manovali che don Orione seppe coinvolgere. La gente di Tortona si commosse al vedere quei preti in tonaca fare i muratori e sfacchinare per la Madonna. «Si può dire che questo Santuario è fatto di Ave Maria, più che di calce e di mattoni. – affermò don Orione – Quanto si è pregato da tutti, mentre si innalzavano i muri, quando si facevano le fondamenta… Quante anime pregavano, perché tutto andasse avanti bene!». E andò tutto bene. Anche quando il chierico Domenico Brunello volò giù per 18 metri dalle impalcature del tetto fino alla cripta rimanendo illeso. Don Orione coinvolse confratelli, suore, chierici; coinvolse persone facoltose e di ruolo sociale, autorità civili ed ecclesiastiche. Anche la gente umile, il popolo partecipò offrendo qualcosa della propria povertà. Grande valore pastorale ebbe la “questua delle pentole rotte” con la quale tante persone furono coinvolte nel “fare il santuario”. Ho ascoltato anch’io molte persone dire con soddisfazione: «Nella statua della Madonna ci sono anche le pentole vecchie di mia nonna, della mia famiglia». Alla fine, ci si accorse non solo di avere messo insieme i mattoni del santuario ma anche di avere coinvolto e unito i cittadini di Tortona. Il santuario della Madonna della Guardia è la chiesa di tutti.

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