Con l’aiuto del Signore si può costruire la “casa comune”

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Nella cappella dell’Ospedale di Voghera si è svolto l’incontro ecumenico di preghiera

VOGHERA – Domenica 4 ottobre il cappellano dell’Ospedale civile di Voghera, don Luciano Ragazzo, ha dato il benvenuto ai partecipanti all’incontro ecumenico di preghiera che si è tenuto nella cappella del nosocomio, sottolineando il valore di ritrovarsi insieme in un luogo veramente ecumenico nel senso etimologico della parola, cioè “casa comune”. «Ogni volta che visito gli ammalati incontro cristiani di ogni confessione, musulmani o cosiddetti atei. Ogni malato ha la propria identità e dignità» – ha affermato don Luciano. Tra i partecipanti vi erano anche alcuni membri del Rinnovamento nello Spirito e del Movimento dei Focolari. Il pastore Annamaria Mileo di Pavia, commentando il passo della Prima Lettera di San Giovanni Apostolo (4,16) ha sottolineato l’azione dello Spirito Santo nella vita di ogni persona e dell’intera umanità. È dentro di noi che dobbiamo fare spazio e metterci in ascolto di ciò che lo Spirito ci suggerisce. Abbandonarsi all’amore di Dio permette di sperimentare la pace interiore e di portarla negli ambienti che frequentiamo. Lo Spirito è gioia e manifestazione dell’amore di Dio per ciascuno di noi. Dopo la recita del Salmo 127, don Luciano ha richiamato la consapevolezza che, senza l’aiuto di Dio, ogni opera umana è vana. Il salmista esalta il primato dell’azione divina e ricorda che ogni attività acquista senso quando è sostenuta dalla presenza e dall’intervento di Dio. All’incontro era presente anche il pastore Clement della Chiesa Pentecostale, originario del Ghana e residente a Voghera con la famiglia, invitato a offrire il proprio contributo nella lode al Signore e nel ringraziamento per questa iniziativa di preghiera comune. La celebrazione si è svolta con semplicità e autenticità, accompagnata da canti di lode a Dio. Al termine è stato espresso l’auspicio di ritrovarsi in futuro per proseguire il cammino di fraternità che accomuna i cristiani, nel rispetto delle diverse tradizioni. Una rappresentante della Commissione diocesana dell’Ufficio per l’Ecumenismo ha sottolineato l’importanza di riconoscersi fratelli in Cristo, valorizzando le diversità e promuovendo il dialogo. La ricorrenza di san Francesco ha offerto un’ulteriore occasione per ricordare la sua capacità di dialogare con tutti e di riconoscere il valore di ogni creatura.

Antonella Di Matteo

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