È emergenza idrica nell’Alessandrino
Il caldo e la siccità provocano gravi disagi e mettono in ginocchio l’agricoltura
ALESSANDRIA – Da lunedì 3 agosto la Giunta regionale del Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica e gli incen- di boschivi che stanno interessando il territorio piemontese. Si tratta della prima applicazione della legge regionale approvata l’11 giugno scorso, con cui il Piemonte ha recepito le disposizioni del Codice nazionale della Protezione civile che riconoscono alle Regioni la possibilità di dichiarare autonomamente lo stato di emergenza di rilievo regionale quando gli eventi, per natura, intensità o diffusione, non possono essere affrontati con gli strumenti ordinari. «Questo consente di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza. – hanno detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l’assessore all’ambiente Matteo Marnati – Fino a poco tempo fa una situa- zione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno». La dichiarazione dello stato di emergenza regionale costituisce il presupposto amministrativo necessario per l’adozione delle ordinanze del presidente della Regione, per l’attivazione delle misure straordinarie di Protezione civile e per l’avvio delle procedure finalizzate all’utilizzo delle risorse disponibili per la gestione dell’emergenza e il sostegno ai territori colpiti. La procedura è stata avviata di fronte al grave deficit idrico che sta colpendo la Regione e in particolare l’Alessandrino. Le criticità più evidenti in questo territorio, secondo i dati Arpa, colpiscono le portate dei corsi d’acqua e le risorse idriche di superficie in tutto il bacino del Tanaro e dello Scrivia, ma anche nelle Valli Bormida, Erro, Lemme e nell’Ovadese. Anche il flusso nell’alveo del fiume Po è inferiore ai minimi storici ed è solo al 18% della media. A causa della mancanza di piogge e delle temperature elevate che stanno causando una forte evaporazione, le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo e l’alta pressione che imperversa su tutta l’Europa non migliora la situazione. Già 13 Comuni, tra cui Cassano Spinola, hanno attivato le procedure anti spreco, mentre è sempre più accentuata l’emergenza agricola provinciale: colture e settore zootecnico sono in ginocchio. In particolare il riso che avrebbe bisogno urgente di sommersione con acqua, ma è impossibile farlo perché scarseggia. Problemi pure per mais e soia che stanno terminando il loro ciclo di produzione, mentre negli allevamenti gli animali, risentendo del caldo estremo, riducono le quantità di latte e la loro massa di accrescimento per il set- tore della carne. Gli eventi climatici estremi ormai sono da considerare fenomeni ordinari e secondo la Confagricoltura vanno trattati con misure strutturali e non emergenziali. Servono invasi per trattenere l’acqua durante la siccità e una migliore manutenzione del territorio per evitare le esondazioni autunnali. Alle alte temperature si accompagna anche il pericolo di incendi: Arpa Piemonte parla di rischio molto elevato come dimostra il caso di Mornese e altri roghi potrebbero insorgere a causa della siccità.
Stefano Brocchetti

