L’Aido ha accolto 28 “Ambasciatori del Dono”

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La cerimonia del Gruppo “Frederick” con la presidente provinciale

NOVI LIGURE – Domenica 10 maggio, per il secondo anno, si è svolta la cerimonia per assegnare i riconoscimenti di “Ambasciatore del Dono” di Aido, grazie al Grupo Intercomunale novese “Frederick”, che si è tenuta presso il liceo “Amaldi” Mameli, alla presenza dei sindaci del territorio. Erano 39 gli studenti del 5° anno dell’“Amaldi” e del “Ciampini” protagonisti dell’evento che non rappresenta solo il ringraziamento di Aido per la scelta fatta a seguito dell’incontro in classe sul tema della donazione organi, ma un momento di altissimo valore civico, come hanno ben evidenziato il dirigente scolastico, Michele Maranzana, e il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, orgoglioso di aver espresso il proprio “Sì” alla donazione tanti anni fa, tramite l’Aido. Oggi il “Sì” si può manifestare al rinnovo della carta di identità, che dal 3 agosto sarà solo elettronica: per la prima volta, migliaia di cittadini si sentiranno porre per la prima volta la domanda sulla loro volontà rispetto alla donazione organi e per molti sarà una sorpresa. Ecco, dunque, il ruolo importante degli “Ambasciatori del Dono”, sottolineato dalla presidente provinciale di Aido, Nadia Biancato che ha parlato di «grande maturità»: saranno chiamati a esortare le persone a loro vicine a fare la stessa scelta che salva la vita a partire dalla propria. Biancato ha ricordato le migliaia di persone che in Italia necessitano di un trapianto, di cui solo 11-12 mila riescono a essere ammesse ogni anno in lista d’attesa e tra queste poco più di 3.500 saranno trapiantate. Gli attestati sono stati consegnati ai ragazzi dai sindaci dei paesi di residenza: 12 Ambasciatori risiedono a Novi Ligure, gli altri in 16 diversi comuni delle provincie di Alessandria e di Genova. Erano presenti anche gli studenti di una classe seconda del liceo e molti di loro al termine della cerimonia hanno dichiarato di voler esprimere il proprio “Sì”, seguendo l’esempio dei compagni più grandi. Dovranno attendere altri due anni, ma fin d’ora possono diffondere informazioni “piene di vita”.

(Foto: Dino Ferretti)

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