In attesa di risposte e di poter riprendere la produzione a Novi
Il 21 ottobre a Torino il tavolo tecnico regionale e il presidio degli operai piemontesi per chiedere l’intervento del presidente Cirio
NOVI LIGURE – Un’altra settimana di presidi, proteste e richieste di risposte certe per i lavoratori dell’ex Ilva di Novi Ligure. Dopo il corteo ad Alessandria, le parti sociali sono state ricevute in Prefettura ad Alessandria, dove è stato concordato un incontro lunedì 19 ottobre con i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Il tavolo, convocato dal prefetto Alessandra Vinciguerra con le parti sociali Fim, Fiom e Uilm e i commissari, ha permesso di focalizzare l’attenzione su quello che sarà il possibile futuro dei 540 dipendenti dello stabilimento di strada Boscomarengo. Confermato il ricorso alla cassa integrazione, che dovrebbe coinvolgere 515 lavoratori novesi, mentre al momento resta certo che l’attività produttiva continui a ottobre. «Siamo in una fase molto critica della vicenda ex Ilva e stiamo cercando di capire se sia possibile compiere passi avanti anche per lo stabilimento di Novi Ligure», han- no dichiarato i sindacati al termine dell’incontro in Prefettura. I commissari hanno prospettato, a partire da febbraio, l’arrivo di coils per lavorazioni conto terzi che garantirebbe la ripartenza della produzione anche a Novi, mentre non è chiaro il futuro del sito di Racconigi. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto ai commissari una gestione attenta degli ammortizzatori sociali «per non la- sciare nessuno a casa senza sostegno e senza risorse economiche». Intanto, martedì la Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso contro lo stop dell’area caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, riservandosi, nello specifico, di decidere sui ricorsi presentati dai legali dei commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La Cassazione ha chiesto, di fatto, di non procedere con lo stop agli altiforni, specificando che “quello che manca nel decreto della Corte di Appello di Milano è il bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale”. Ieri, i lavoratori novesi hanno raggiunto Torino per un presidio davanti al Grattacielo Piemonte, dove si è tenuto il tavolo regionale al quale, per la prima volta, hanno partecipato anche istituzioni e parti sociali liguri. I sindacati hanno consegnato al governatore Alberto Cirio la lettera sottoscritta giovedì scorso durante il primo incontro con il Prefetto. Tra le richieste inserite nel documento condiviso, la riapertura dello stabilimento di Racconigi, chiuso da un anno. Inoltre, il presidente Cirio si è impegnato ad anticipare la liquidità necessaria per garantire il pagamento immediato della cassa integrazione, evitando interruzioni nei redditi dei lavoratori. L’incontro a Torino si è svolto il giorno dopo l’approvazione definitiva in Parlamento del decreto ex Ilva, diventato legge con l’obiettivo di salvaguardare la continuità operativa degli impianti strategici nazionali. Il decreto consente alle imprese in amministrazione straordinaria, come l’ex Ilva, di rinnovare annualmente le garanzie finanziarie necessarie per la gestione dei rifiuti e delle discariche degli stabilimenti.
Federica Riccardi

