«Dovremmo essere riconosciuti patrimonio dell’umanità»

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VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. Il 26 luglio si celebra la ricorrenza istituita da Papa Francesco. Ma perché i nonni sono così importanti nella nostra società? Lo abbiamo chiesto a due di loro, Walter e Tiziana che, insieme alla nipotina, ci hanno raccontato che…

DI MARCO REZZANI

“ Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15) è il tema scelto da Papa Leone XIV per la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani che, istituita da Papa Francesco nel 2021, si celebra la quarta domenica di luglio e si presenta come un’occasione per far giungere agli anziani la vicinanza della Chiesa e per valorizzare il loro contributo nelle famiglie e nelle comunità. Quest’anno la data – domenica 26 luglio – coincide con la festa dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù. Tratto dal libro del profeta Isaia, il versetto del titolo intende sottolineare come l’amore di Dio per ogni persona non venga mai meno e al contempo vuole essere un messaggio di consolazione e di speranza per tutti i nonni e gli anziani, specialmente per coloro che vivono nella solitudine o si sentono dimenticati. È anche un richiamo per le famiglie e le comunità ecclesiali a non dimenticarli, riconoscendo in loro una presenza preziosa e una benedizione. E di quanto siano preziosi lo sanno bene tante famiglie con figli che, alle prese con il lavoro e con un welfare che non sempre pone al centro l’istituto famigliare, trovano nei nonni un sicuro sostegno. Noi ne abbiamo incontrati due: Walter Bertone e Tiziana Sandolini di Broni, il primo impegnato nella meccanica di precisione, la seconda operatrice scolastica, entrambi in pensione. Accanto a loro Maria, la nipotina di sette anni che a settembre frequenterà la seconda elementare, figlia di mamma Olga e papà Manuel. «I nonni sono un patrimonio dell’umanità». Usa il verbo al tempo presente nonna Tiziana, per chiarire da subito il suo pensiero circa il ruolo dei nonni nella società di oggi. Un “patrimonio dell’umanità” che è nella realtà dei fatti, anche se non ancora sancito ufficialmente dall’Unesco e chissà che questo invito giunga all’orecchio di qualche funzionario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, la Comunicazione e l’Informazione. E chi più dei nonni si occupa di educazione? «La nostra vita da nonni – raccontano Walter e Tiziana – è iniziata sette anni fa, con l’arrivo di Maria, anzi da prima, quando era ancora nel pancione e la sua mamma e il suo papà ci hanno chiesto di occuparci di lei. La nostra esistenza è cambiata in meglio perché Maria ha portato una nota di amore grandissimo. C’è differenza tra fare i genitori e fare i nonni, ti puoi dedicare ai nipoti con tutto il tuo tempo, da genitori è più complesso considerate le numerose incombenze del lavoro». A proposito di educazione, i Bertone fanno notare come «i genitori educano, i nonni fanno qualcosa di più: viziano educando!». «I nipoti ti cambiano davvero la vita. – fa eco alla moglie Walter – A Manuel non ho mai cambiato il pannolino e l’ho fatto con Maria! La ricompensa più bella è essere ripagati dal loro amore, nel mio caso il sentirmi dire da Maria “nonno ti voglio bene”». Tiziana torna sul tema del patrimonio: «Io sono assolutamente convinta che i nonni siano un patrimonio dell’umanità. Non lo dico per scherzo. Sono un grande supporto per i figli, svolgono un ruolo sociale di aiuto materiale insostituibile, sono pilastri affettivi, custodiscono la memoria storica insegnando ai nipoti il valore del passato. E poi i nipotini ci tengono giovani nel senso che contribuiscono a mantenere vivo quell’aspetto intellettivo che altrimenti con l’età verrebbe meno». Si parla anche di fede. Un aspetto che è nel cuore dei “nostri” due nonni: «Insieme, genitori e nonni, hanno un ruolo fondamentale nell’educare alla fede, nel far conoscere Gesù e il messaggio del suo Vangelo. Fin da piccola Maria è venuta in chiesa con noi e con mamma e papà. Quando entra in chiesa fa il segno della Croce e la genuflessione, si partecipa insieme alla Messa, alcune volte Maria sta accanto al nonno che canta nella corale parrocchiale. Tutte le sere recita le preghiere e conosce persino il Salve Regina in latino. Non abbiamo mai tralasciato questo aspetto nel nostro prenderci cura di Maria, naturalmente sempre in piena sintonia con i genitori». A questo punto entra in campo proprio lei, la piccola di casa: «Chiedo a Gesù di proteggere sempre i nonni, prego per loro, per la mamma e per il papà e prego tanto anche per far finire le guerre». «Maria è molto sensibile – affermano Tiziana e Walter – ed è rimasta colpita prima dal conflitto in Ucraina e ora dalla guerra in Medio Oriente. Guardiamo insieme il telegiornale, le spieghiamo le notizie, siamo convinti che non si debba nascondere la realtà ai più piccoli, è solo necessario usare un linguaggio adatto alla loro età. Ed è proprio lei che nelle sue preghiere chiede pace per quei popoli e anche noi abbiamo riscoperto il bello di pregare insieme». Tanti gli aneddoti di questi anni. Come quella volta in cui, in montagna, Maria, all’atto di salire in macchina, disse di non volersi più sedere sul seggiolino. «Maria no, devi metterti sul seggiolino, sei ancora piccola» – la invitò la nonna. «Nonna, io non sono piccola, sono meno grande!» – la risposta di Maria. «La nostra soddisfazione maggiore – concludono i coniugi Bertone – è vederla crescere e poterla accompagnare in questo percorso che ogni giorno riserva qualcosa di nuovo e di bello. È il fulcro intorno al quale ruota la nostra esistenza. Quando arriva lei, tutto cambia e assume una luce diversa che ne fa la nostra ragione di vita». E allora l’ultima parola non può che spettare alla nipotina: «I miei sono nonni ottimi. Mi coccolano, mi leggono le favole, alcune volte faccio le vacanze da loro (nel senso che si ferma a dormire a casa dei nonni, nda), mi aiutano a disegnare e tante altre cose. Meritano un voto altissimo: 1000!».

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