Luca sorride ancora

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In biblioteca il papà di Attanasio, l’ambasciatore ucciso

NOVI LIGURE – Nella serata di giovedì 11 giugno la Biblioteca Civica ha accolto un pubblico numeroso e attento per l’incontro promosso dal Centro Missionario Diocesano di Tortona, in collaborazione con l’associazione Ascolta l’Africa e con il Comune di Novi. Un appuntamento intenso, dedicato alla memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio, del cara- biniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, uccisi il 22 febbraio 2021 nella Re- pubblica Democratica del Congo. L’incontro ha visto la partecipazione di Salvatore Attanasio, padre dell’ambasciatore; Giusy Baioni, giornalista e profonda conoscitrice del contesto congolese e Pierre Kabeza, attivista e mediatore culturale originario del Kivu. Tre voci diverse, unite dal desiderio di custodire la memoria e continuare a cercare la verità. Con parole misurate ma ferme, Salvatore Attanasio ha ripercorso gli anni trascorsi dalla morte del figlio, ricordando la sua dedizione al dialogo, alla cooperazione e alla diplomazia come servizio. Ha raccontato il dolore di una famiglia che non cerca vendetta ma giustizia e verità su quanto accaduto. Il suo intervento ha toccato uno dei punti più delicati: la scelta, nel 2022, di ritirare la costituzione di parte civile nel processo congolese, per dissociarsi dalla pena di morte inflitta ai sei giovani accusati. Un gesto che, come ha ricordato Baioni nei suoi articoli, «ha restituito dignità alla memoria di Luca, che non avrebbe mai voluto la morte di nessuno». La giornalista Baioni ha offerto una ricostruzione chiara e documentata dei procedimenti giudiziari avviati in Congo e in Italia, sottolineando le contraddizioni, le omissioni e le zone d’ombra, che ancora impediscono di arrivare a una verità condivisa. Ha ricordato come cinque anni dopo restino aperte molte doman- de sullo svolgimento dei fatti e ha messo in evidenza le complessità che caratterizzano. «Raccontare – ha detto – è un atto di giustizia. Il silenzio, invece, è sempre un alleato dell’ingiustizia». La testimonianza di Pierre Kabeza ha guidato lo sguardo dentro la vita quotidiana del Nord Kivu, tra speranze e ferite. Ha ricordato come la morte di Attanasio, Iacovacci e Milambo abbia colpito profondamente la popolazione locale, che vedeva nell’ambasciatore italiano un interlocutore attento e rispettoso. Kabeza ha invitato a non ridurre il Congo a un teatro di violenza, ma a riconoscerne la ricchezza culturale, la resilienza delle comunità e il desiderio di pace che anima tanti giovani. Un invito che si intreccia con il lavoro di Ascolta l’Africa, impegnata da anni in percorsi di cooperazione e scambio. La serata non è stata solo un evento commemorativo ma un appello alla responsabilità civile, alla trasparenza e alla solidarietà internazionale e un invito a non dimenticare e a sostenere chi, come la fa- miglia Attanasio, chiede che la luce della verità non venga spenta.

Suor Patrizia Gestro

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