Una comunità unita ai piedi di Maria

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Il 15 agosto la festa dell’Assunzione alla Madonna del Monte a Rivanazzano Terme

RIVANAZZANO TERME – Nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione di Maria, la Comunità pastorale “Madonna del Monte” ha vissuto un momento particolarmente intenso e significativo con la salita al colle dove sorge la chiesa da cui prende il nome, dedicata alla Madonna del Monte, in una posizione che domina parte della Valle Staffora. Durante la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini, è stato ricordato il 25° anniversario di sacerdozio del parroco, don Stefano Ferrari. Nell’omelia il vescovo ha richiamato soprattutto la bellezza dell’essere comunità: la gioia del ritrovarsi e del camminare insieme, del non vivere la fede come un’esperienza individuale, ma come un legame capace di unire persone, storie e generazioni diverse. Un pensiero affettuoso e riconoscente è andato poi a don Stefano, per questi anni di servizio vissuti con generosa e totale disponibilità, mettendo capacità, energia e doni al servizio della Chiesa e delle comunità a lui affidate. A rendere ancora più incisivo l’omelia sono stati due racconti proposti da Mons. Marini. Il primo di un monaco che, nel deserto, viene trovato da un confratello disteso sulla sabbia con l’orecchio a terra per ascoltare il deserto che piange perché vorrebbe fiorire, vorrebbe diventare un giardino. Il secondo, ispirato dal fatto che da qualche tempo la campana della chiesa della Madonna del Monte non suona a causa della rottura della fune, è stato quello della “sperduta”, una campana della Basilica di S. Maria Maggiore a Roma che avrebbe aiutato una pellegrina che, smarritasi nella notte, a ritrovare la strada. Il deserto che desidera fiorire e la campana sono due immagini della stessa realtà: una comunità che sa ascoltare e una comunità che sa chiamare, capace di accogliere le fragilità e, nello stesso tempo, di aiutare ciascuno a ritrovare la direzione. Al termine, don Stefano ha rivolto il suo grazie al vescovo, alle diverse comunità nelle quali ha trascorso i 25 anni di sacerdozio, alle tante persone incontrate nel cammino e in particolare alla sua famiglia. Infine, il suo pensiero è andato alla sua comunità pastorale che è diventata per lui un’altra famiglia.

Eleonora Grassi

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