Con Maria verso il monte di Gesù

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La festa del Carmine nella chiesa orionina di San Michele a Tortona

TORTONA – Il 16 luglio è un giorno importante per la famiglia orionina che celebra solennemente la ricorrenza della Madonna del Carmelo. Nella chiesa di San Michele, vicino al Paterno, sul lato destra è conservato un gruppo statuario della Madonna del Carmine, opera dello scultore Luigi Montecucco, e san Luigi Orione, che spesso celebrava la Messa a quell’altare, in occasione della ricorrenza, organizzava sempre una grande festa. Anche quest’anno la tradizione è stata rispettata e, nonostante l’eccessivo caldo, nel pomeriggio di giovedì scorso i fedeli hanno gremito la chiesa in via Emilia per partecipare alla S. Messa delle ore 17 presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini. Hanno concelebrato con lui don Flavio Peloso, direttore del Paterno, don Walter Groppello, economo generale del- la congregazione insieme ad altri confratelli orionini e diocesani. Ad animare la liturgia è stato il coro delle Ex Allieve del collegio “San Giorgio” di Novi Ligure. All’inizio don Peloso ha rivolto un grato saluto al vescovo, ai sindaci di Tortona, Federico Chiodi, e di Pontecurone, Giovanni Valentino D’amico, e a tutti i fedeli presenti, ricordando l’amore che don Orio- ne aveva per la Madre di Gesù. Anche il vescovo, che si è unito ai saluti del sacerdote, nell’omelia ha posto l’accento sulla devozione sincera del santo verso la Madonna del Monte Carmelo e ha ricordato il celebre episodio del- l’“affitto” chiesto a Maria. Trovandosi in ristrettezze economiche durante la realizzazione del santuario di Fumo a Corvino San Quirico, in Oltrepò Pavese, don Orione un giorno, mentre celebrava proprio a quell’altare, ricordò alla Madonna che non Lei non gli aveva mai pagato l’affitto. Terminata la preghiera, ricevette una cospicua offerta per la sua opera. L’episodio mostra la fede incrollabile del santo ed è un segno importante anche per i fedeli di oggi. Il vescovo, infatti, ha esortato a imitare don Orione: «Con la sua stessa fede, con la sua stessa fiducia, alla Madonna chiediamo la grazia di poter salire in cima al monte, di cui il Carmelo è un se- gno, che è l’incontro col Signore». Solo grazie all’aiuto di Maria, infatti, è possibile vivere «l’incontro quotidiano con Gesù che cambia il cuore e la vita e che rende tutto diverso». A Lei bisogna domandare la «grazia grande, che al nome di Gesù, al ricordo di Gesù, alla presenza di Gesù, all’amore di Gesù, sia rivolto davvero il nostro cuore e il nostro desiderio». Prima della benedizione finale, il vescovo e i sacerdoti si sono recati davanti alla statua per recitare la preghiera e, prima della benedizione, Mons. Marini ha ricordato l’importanza dello scapolare consegnato dalla Madonna a san Simone Stock, come promessa di salvezza eterna e dell’abbraccio del cielo. Dopo cena, alle ore 21, si è svolta la solenne processione con la statua della Madonna nelle vie del centro, accompagnata dalle note della banda, proprio come voleva don Orione. A suonare è stato il complesso bandistico degli Ex Allievi di Borgonovo Valtidone.

Daniela Catalano (Foto: Claudia Nalin)

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