IL POPOLO 130: una festa!
Il nostro compleanno. Il 12 giugno si è tenuto il convegno per celebrare l’anniversario del settimanale diocesano. Centinaia le persone che sono intervenute, tantissimi lettori, amici, autorità. Tra i relatori il direttore Matteo Colombo, Ferruccio De Bortoli, Francesco Ognibene, Ennio Chiodi, Mauro Ungaro. Il pensiero finale è stato di Mons. Guido Marini. Una targa per mons. Pier Giorgio Pruzzi
DI DANIELA CATALANO E MARCO REZZANI FOTO DI LUIGI BLOISE
Si respirava un’aria di festa, sotto il cielo azzurro di un pomeriggio di inizio estate, venerdì 12 giugno, nella bella location del cortile del Museo Diocesano di Tortona dove è andato in scena il 130° compleanno del settimanale diocesano Il Popolo. Il luogo era gremito di gente, soprattutto di nostri lettori, che ogni giovedì non mancano l’appuntamento con il giornale, la più forte “assicurazione sulla vita” per questo foglio che da 130 anni racconta le vicende religiose e civili delle comunità che costituiscono la Chiesa di san Marziano. Si è trattato di una giornata all’insegna della gratitudine e non di una mera e inutile auto celebrazione. Un’occasione per dire grazie primo di tutto al Signore e poi a quanti hanno scritto e scrivono oggi la storia del settimanale nato dalla profetica intuizione del vescovo Igino Bandi nel 1896. A far gli onori di casa il vescovo di oggi Mons. Guido Marini e il direttore Matteo Colombo che hanno accolto gli ospiti tra cui molte autorità civili: il consigliere di Regione Lombardia Claudio Mangiarotti, il consigliere della Provincia di Pavia Dino Di Michele, i sindaci di Tortona e Novi Ligure Federico Chiodi e Rocchino Muliere, Alessandro Menini in rappresentanza del Comune di Voghera, il presidente del Consiglio comunale di Tortona Giovanni Ferrari Cuniolo, una nutrita rappresentanza di “primi cittadini” dei paesi della diocesi, il presidente della Fondazione CR Tortona Pierluigi Rognoni, il presidente della Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia Giancarlo Albini, la consigliera della Fondazione CR Alessandria Stefania Prato, il presidente della Fondazione Conte Franco Cella di Rivara di Broni Luigi Ghisleri, Fabrizio Palenzona, Paolo Afftronti, il senatore Enrico Pianetta. Tra i sacerdoti il direttore delle Comunicazioni Sociali della Diocesi don Paolo Padrini, don Claudio Baldi, don Augusto Piccoli, mons. Carlo Curone, don Andrea Mariani e don Fabrizio Casazza referente ecclesiastico dell’Ucsi per il Piemonte e la Valle d’Aosta. “Custodire voci e volti umani” era il titolo del convegno che ha preso spunto dal messaggio di Papa Leone XIV per la 60^ Giornata delle Comunicazioni sociali, senza tralasciare uno sguardo all’Enciclica Magnifica Humanitas sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale. In apertura dei lavori il direttore Matteo Colombo ha pronunciato accorate parole di ringraziamento per i presenti e per tutti i collaboratori che ha citato a uno a uno. «Gli articoli di un giornale – ha detto – ci aiutano ad aggiornare la zona geografica di nomi e parole importanti che custodiamo nella nostra vita. Ogni volta che scrive un pezzo, il giornalista passa e lascia la sua pennellata, passa e lascia il suo colore, la sua vernice, così si forma una tinta dentro la quale possiamo vivere». Ricordando la prima proiezione di un brevissimo filmino dei fratelli Lumiére avvenuta l’8 gennaio proprio del 1896, che si intitolava L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, durante la quale la leggenda vuole che gli spettatori siano fuggiti dal cinema per paura di essere travolti dal treno, il direttore ha augurato ai suoi giornalisti che «scrivendo i loro pezzi possano non fare alzare dalle sedie i lettori, non travolgerli, ma suscitare in loro una reazione forte, come se le parole arrivassero loro addosso tipo un treno, pur non uscendo dalla pagina». È seguito l’intervento del presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC) Mauro Ungaro giunto a Tortona insieme alla vice Chiara Genisio. Ungaro ha affermato che attraverso le pagine del Popolo «i lettori possono trovare conforto, stimolo, ma anche una nuova prospettiva di vita. Ogni articolo è un invito a riflettere, un po’ a pregare, a vivere la fede con autenticità». “È possibile oggi fare un’informazione che sappia custodire volti e voci umane?”: attorno a questa domanda è ruotata poi la tavola rotonda con tre “fuoriclasse” del giornalismo italiano: il moderatore Ennio Chiodi, già direttore del TG3 e dei TGR Rai, autore con Enzo Biagi e “nostro” collaboratore, Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e il giornalista di Avvenire Francesco Ognibene. Come ha spiegato Chiodi, il verbo “custodire” citato da Papa Leone nel Messaggio, «non è mettere in un cassetto, mantenere, ma significa proteggere, tenere con delicatezza cose fragili come sono le voci e i volti in questo scenario attuale, come qualcosa di prezioso». Per il Pontefice «siamo un desiderio, siamo un’aspirazione, siamo futuro, siamo qualcosa che tende all’alto – ha aggiunto – e non siamo qualcosa di chimico, di tecnico o di meccanico. Dobbiamo rimanere umani; realizzare uno sforzo continuo per non essere travolti o confusi o trasformarci nelle mani della tecnologia». Infine nel Messaggio si legge che “volti e voci umani devono dire la persona” e secondo Chiodi questo è bellissimo: «Dire non è raccontare, è molto di più, non si riesce neppure a declinarlo. Queste sono cose su cui vale la pena riflettere facendo tutti i giorni il mestiere di giornalista». Il dibattito è poi continuato con De Bortoli e Ognibene, prima dell’intervento finale del vescovo. Colombo ha anche rivolto un ringraziamento personale a chi scrive, facendoci dono di alcuni libri di poesia e ha mostrato una targa che la Redazione e Mons. Guido Marini hanno fatto realizzare per mons. Pier Giorgio Pruzzi, già direttore del settimanale dal 1999 al 2019. La festa si è conclusa con l’apericena mirabilmente allestita dagli studenti della Scuola Alberghiera dell’istituto “Santachiara” di Tortona che, nonostante l’inizio delle vacanze hanno scelto di esserci e di mettere a disposizione dei presenti il loro tempo e la loro professionalità, guidati dalla direttrice Cristina Montagnoli e dai docenti Diego Galliano e Massimo Cuccu. Il tutto è stato reso ancor più piacevole dalla musica della “Greezly band”, formata da quattro bravissimi musicisti oltrepadani – Riccardo Diamante, Alex Anthony, Letizia Rezzani, Andrea Cavanna – che hanno eseguito alcuni tra i più noti brani della musica italiana, accompagnando il rituale taglio della torta del compleanno.

