Novi tende la mano al popolo di Murayi
Serata di festa e di condivisione a favore di “Ascolta l’Africa” impegnata in Burundi
NOVI LIGURE – L’oratorio del Cristo Risorto, nella zona G3 di Novi Ligure, si è trasformato nel cuore pulsante della solidarietà, ospitando oltre centocinquanta persone per la serata di beneficenza organizzata il 6 giugno dall’associazione novese “Ascolta l’Africa” a favore delle missioni in Burundi. Un evento che ha saputo coniugare l’impegno sociale a tutto tondo, a partire dalla tavola, grazie all’apericena curata da “Fuga di Sapori”, il bistrot alessandrino legato al progetto di economia carceraria per i detenuti del San Michele. A portare il saluto della città è stato il sindaco Rocchino Muliere, che ha elogiato il valore della concretezza: unire i piccoli contributi per garantire ai bambini africani il diritto allo studio e all’acqua potabile. Un bilancio dei progetti sul campo è stato tracciato dai fondatori del sodalizio – la presidente Mària Saulino, Stefano Gabriele e Dante Buriolla – che hanno illustrato i passi avanti del programma “pasto per tutti” contro la malnutrizione e la costruzione di aule sicure. Lo sguardo è già rivolto al futuro profetico, con il grande sogno di una scuola professionale di sartoria, falegnameria ed edilizia per offrire una certa autonomia ai giovani di Murayi. La serata è entrata nel vivo con una fitta trama di testimonianze. Toccante l’intervento di suor Renilde, affiancata da suor Goreth e suor Odette, che ha benedetto i diciannove volontari in partenza per la prossima missione estiva: «Non abbiate paura. Raccoglierete una polvere che non sporca e comunicherete con i sorrisi». La religiosa ha espresso profonda gratitudine per il nuovo acquedotto di Kanyinya, nella provincia di Gitega, dove l’acqua arriverà a breve. La dimensione missionaria diocesana è stata poi ricondotta all’unità ecclesiale da suor Patrizia Gestro, direttrice dell’Ufficio Missionario, che ha ricordato il legame storico nato grazie ai primi passi di don Livio Vercesi e don Alfredo Ferrari, accostando questa vitalità alla memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio. Spazio poi alla voce dei laici, contagiati dal “mal d’Africa”. Alessandro Barba ha condiviso la gioia dei bambini che corrono incontro per strada al grido di Muzungu (uomo bianco) solo per camminare mano nella mano, mentre Bledy ha ricordato il senso dello spogliarsi delle comodità occidentali per riscoprire l’essenziale. Dietro i cantieri aperti c’è il lavoro instancabile di figure come Stefano Gabriele, rientrato da poco dal Burundi insieme a Dante e Tino dopo aver avviato l’adeguamento della Scuola “Arte e Mestieri” e la bonifica dei tetti in amianto di alcune aule. Stefano ha ricordato come il volontariato non sia mai un cammino solitario, ma l’espressione di una comunità che sostiene e che genera un circolo virtuoso di bene. In chiusura, la benedizione di don Livio ha offerto una lucida analisi geopolitica ed evangelica, invitando i giovani a essere protagonisti di un mondo nuovo che finalmente condivide, mentre Giampiero ha svelato una suggestiva curiosità: il nome “Kanyinya” deriva dall’albero “Umunyinya”, un grande arbusto sotto cui i viandanti e i primi missionari trovavano riparo. Un luogo accogliente, proprio come la comunità di Novi Ligure, che ha dimostrato ancora una volta come la distanza si colmi con un cuore aperto all’altro. Per sostenere “Ascolta l’Africa” si può donare utilizzano l’Iban IT71M0306909606100000112641 (Banca Prossima – Intesa San Paolo). Per informazioni contattare il numero 335 5461997.
Vittorio Daghino

