Addio a don Valle: una vita donata alla sua gente

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Il vescovo ha presieduto le esequie del sacerdote parroco di Montescano da quasi 60 anni

MONTESCANO – Giovedì 3 settembre si è spento a 94 anni don Carlo Valle parroco di Montescano e cappellano della Clinica “Maugeri” che sorge in paese. Nato il 14 marzo 1932 nella frazione Arpesina, nella parrocchia di San Martino de’ Bagozzi nel Comune di Borgo Priolo, era entrato nel Seminario diocesano il 29 settembre 1945 e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdote il 29 giugno 1957 da Mons. Egisto Domenico Melchiori. Dopo aver celebrato la prima Messa il 30 giugno nella sua parrocchia e aver presieduto nello stesso giorno il matrimonio del fratello nella chiesa di Romagnese, aveva avuto l’incarico di reggente a Lirio per due mesi e poi a Mezzanino per un mese. Fu poi trasferito a Bressana Bottarone, dove rimase come vice parroco per dieci anni accanto a don Pietro Stringa, svolgendo anche il ruolo di cappellano dell’Onarmo. Infine, il 29 ottobre del 1967 fece il suo ingresso come parroco nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio a Montescano dove è rimasto fino alla fine dei suoi giorni. Dal 1974, poi, era diventato cappellano della sede oltrepadana della Fondazione “Maugeri” di Pavia e per più di 50 anni don Carlo aveva svolto il suo ministero pregando e portando una parola di conforto alle persone ammalate e sofferenti. Di recente, non potendo più abitare da solo, viveva in una struttura, ma i parrocchiani andavano a prenderlo ogni domenica per celebrare la Messa in parrocchia.
Il Rosario per il sacerdote che ha lasciato la nipote Paola con David, l’adorato pronipote Alberto e i parenti, è stato pregato venerdì 4 settembre nella sua chiesa di Montescano dove sabato 5 alle ore 9 il vescovo ha presieduto la Messa esequiale. Nell’omelia della celebrazione, alla quale hanno preso parte numerosi confratelli, tra cui don Luca Ghiacci, don Daniele Lottari, don Gian Paolo Civillini, don Giorgio Cesena, don Bruno Scanarotti e mons. Mario Bonati, Mons. Guido Marini, si è soffermato su alcune espressioni della Parola di Dio pronunciata nella liturgia. Ha messo in evidenza come don Carlo è sempre stato «innamorato di Gesù e desideroso di spendere la propria vita per coloro che il Signore gli aveva affidato» e per questo «è stato trovato sveglio». Coloro che sono trovati “svegli”, infatti, sono considerati beati dal Signore perché «vivi nel vivere il rapporto con Lui, vivi nel donare la vita per gli altri». Poiché le anime dei giusti, inoltre, come afferma il profeta Daniele, splenderanno nel cielo per sempre, l’ani- ma di don Carlo «risplende per sempre come una stella nel firmamento di Dio» ha detto Mons. Marini, che ha poi raccontato un episodio per sottolineare il fatto che «il meglio deve ancora venire e che quel meglio è ora l’orizzonte eterno del sacerdote defunto.
«Con la sua anima don Carlo è presso Dio, e un giorno anche con il suo corpo mortale che risorgerà alla vita eterna. – ha aggiunto il vescovo – Pertanto, non si spezzano i legami che abbiamo vissuto durante il cammino terreno. Noi possiamo rivolgerci a lui e chiedere il dono della preghiera in attesa di riunirci e di ritrovarci nel firmamento del cielo di Dio».
Il sindaco di Montescano Enrica Brega, che insieme a molti sindaci del territorio ha partecipato alle esequie, ha ricordato come don Carlo ha partecipato alla vita della comunità per quasi 60 anni: «È stato molto più di un parroco: – ha dichiarato – è stato un punto di riferimento, una presenza costante e buona per l’intero paese e per tutta la zona che sicuramente non lo dimenticheranno».

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