Bufale infettive e contagiose
Di Ennio Chiodi
C’è un luogo a Palermo che si chiama “Ospedale dei Bambini” dove i più piccoli vengono ricoverati e curati. Talvolta muoiono a causa di patologie molto gravi che richiedono cure complicate e non sempre efficaci. Anna Rosa però non doveva morire in quella notte tra il 19 e il 20 agosto. La malattia che l’ha uccisa, la difterite, non è più letale grazie alle vaccinazioni di massa effettuate nei primi mesi di vita fin dai primi anni ’50. Anna Rosa non era stata vaccinata, come purtroppo sta avvenendo per altri bambini vittime di spregevoli menzogne che si diffondono sui social. Suggestionati da un caso in famiglia, i genitori di Anna Rosa erano stati convinti che la vaccinazione potesse provocare autismo nei bambini. Lo sostengono orribili campagne di disin- formazione orchestrate con tecnologie e metodi sofisticati e alimentate da inquietanti personaggi che si aggirano nel web raccogliendo migliaia e migliaia di follower e relativi profitti. Tra i capofila “social” di questi sedicenti e- sperti una “influencer” polacca, Justina Kwasniewicz, che vive a Dubai e pratica la sua “missione” in Italia, un Paese che definisce “affetto da dittatura sanitaria”. Ci informa di essere “medico olistico”, laureata in Scienza della salute, discipline che – inutile precisarlo – non esistono nel panorama accademico e scientifico. Ci spiega che la vaccinazione può produrre autismo e che la chemioterapia – “terapia con il veleno” – non ha nessuna efficacia perché il nostro organismo è “autoguarente”. I tumori, del resto, scompaiono da soli con una corretta alimentazione: sarebbero, anzi, “salvavita” perché sono sacche che racchiudono le tossine e non le lasciano circolare. Guai – ci avverte – a sottoporsi alla mammografia, una vera e propria “tortura” che non previene, ma può causare il cancro perché la compressione può schiacciare cisti e noduli da cui escono sostanze tossiche. Occhio anche al vaccino contro il papilloma perché “provoca infertilità” mentre quello per il Covid “causa malori improvvisi”. La morte di Anna Rosa sta fortunatamente risvegliando attenzioni e coscienze: in questi giorni a Palermo sono aumentate le richieste e crescono le code ai centri di vaccinazione. Scienziati e medici si affannano a infor- mare e a produrre studi e risultati inoppugnabili sulla validità di vaccini e terapie spesso rubando tempo e risorse alla ricerca e alla cura, quella vera. Limitare il campo d’azione dei ciarlatani, soprattutto in materia sanitaria, è possibile come impegno anche personale, ma è necessario da parte delle istituzioni e delle comunità scientifiche farlo con una comunicazione diretta, essenziale e descrittiva. Prima che, per molte persone, sia troppo tardi.
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