«Mostrate la vostra solidarietà a chi ha perso tutto»

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Terremoto in Venezuela: 5.069 morti, 17.000 feriti, 856 edifici danneggiati e 190 distrutti. Domenica la Colletta nazionale promossa dalla Cei attraverso Caritas Italiana per aiutare chi è stato colpito. In Diocesi raccolti già 5.515 euro

DI DANIELA CATALANO

A distanza di circa un mese dai due terribili terremoti di vaste proporzioni che hanno colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno, la Presidenza della Conferenza Episcopale italiana, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione, attraverso Caritas Italiana, ha deciso di promuovere domenica 26 luglio la Colletta nazionale in tutte le chiese italiane. Dopo aver disposto un primo stanziamento di 500 mila euro dai fondi dell’8xmille all’indomani del sisma, la Cei è pronta a tendere la mano ai fratelli venezuelani. La colletta «è un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà. – ha affermato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei – Sarà anche un momento per esprimere, nella preghiera comune, la nostra vicinanza alle persone provate dalla tragedia». Secondo gli ultimi dati ufficiali, diffusi dai media locali e ripresi dal quotidiano El Nacional, il bilancio complessivo delle vittime delle due forti scosse di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Venezuela centro-settentrionale e centro-occidentale, è salito a 5.069. Il quadro dell’emergenza delinea una catastrofe immensa con circa 17.000 feriti, 856 edifici danneggiati e 190 completamente distrutti, con circa 8 crolli su 10 concentrati nello Stato di La Guaira. La vera notizia positiva finora registrata riguarda le 6.462 persone tratte in salvo dalle macerie. Proprio venerdì scorso la presidente a interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato che il Paese ha ottenuto l’accesso a una prima tranche di 346 milioni di dollari di risorse proprie, presso il Fondo Monetario Internazionale (FMI). I soldi saranno interamente stanziati per il piano di recupero e ricostruzione del territorio nazionale, per sostenere le famiglie colpite, finanziare la costruzione di realtà abitative, ripristinare le infrastrutture e i servizi pubblici essenziali. I danni finora calcolati, infatti, ammontano a circa 24 miliardi di dollari di danni per gli edifici sia privati sia pubblici e a circa 13 miliardi per le infrastrutture. Attualmente molte abitazioni risultano lesionate o non sicure così come lo sono infrastrutture, scuole, strutture sanitarie e servizi essenziali. In diversi territori l’accesso all’acqua potabile, all’igiene, all’alimentazione e alle cure mediche resta difficile. L’emergenza si inserisce in un contesto già segnato da fragilità economiche e sociali, con bisogni umanitari diffusi e vulnerabilità economiche. Il sistema sanitario è sotto forte pressione. Con 38 ospedali che versano in situazioni critiche, i servizi di emergenza devono gestire feriti, pazienti dimessi e persone con terapie interrotte. Si aggiungono i rischi sanitari collegati ad acqua e igiene, sovraffollamento degli spazi temporanei, interruzioni elettriche e condizioni precarie di protezione. Gli sfollamenti sono in aumento e sono in continua espansione campi e strutture transitorie. I dati parlano di rischi specifici per minori non accompagnati o separati, anziani rimasti soli, disabili, donne in gravidanza o allattamento e famiglie che hanno perso tutto. In questo quadro il supporto psicosociale e spirituale è parte essenziale della risposta. Significativa è stata in questo senso l’iniziativa realizzata domenica 19 luglio in occasione della Giornata dell’Infanzia che ha visto la realizzazione della “torta più grande del Venezuela” preparata a Caracas per i bambini di La Guaira. Il dolce – che riproduceva i colori della bandiera nazionale, misurava 7,7 per 1,6 metri e pesava 330 chilogrammi – è stato realizzato da 25 volontari. Caritas Venezuela nel frattempo ha attivato il “Piano 24×24”: 24 ore di consegna e 24 ore di ricezione, per sostenere una risposta certa ai bisogni più urgenti. Il progetto permette di organizzare la raccolta, lo smistamento e la distribuzione degli aiuti in modo più rapido e tracciabile, mantenendo l’attenzione sui bisogni delle diverse aree. Il centro nazionale di raccolta è stato attivato presso la sede della Conferenza Episcopale Venezuelana. A questo si affianca una rete di 35 sedi diocesane e numerose parrocchie coinvolte nella raccolta e nella distribuzione di aiuti. La dimensione parrocchiale è decisiva: permette di raggiungere comunità, quartieri periferici, famiglie ospitate informalmente e persone che rischiano di restare fuori dai canali ordinari di assistenza. Caritas Internationalis accompagna il coordinamento complessivo della rete internazionale e sta raccogliendo informazioni su contributi, personale in arrivo e bisogni emergenti. Nel quadro di coordinamento sono garantiti supporti tecnici da Catholic Relief Services (CRS), Caritas Spagna e Caritas Germania, in stretto raccordo con Caritas Venezuela. Caritas Italiana opera all’interno di tale rete ed è il punto di riferimento per la solidarietà della Chiesa italiana. Don Marco Pagniello, il direttore, annunciando che nelle prossime settimane una delegazione nazionale si recherà in Venezuela per rafforzare tutte le forme di collaborazione già avviate, ricorda che per rispondere ai bisogni materiali e spirituali, «le offerte vanno convogliate attraverso i canali sicuri già attivati da Caritas Italiana». Sottolineando che in questa fase è importante evitare iniziative isolate, comprese raccolte di beni materiali in Italia, la Presidenza della Cei invita a partecipare alla Colletta del 26 luglio: quanto raccolto sarà destinato a far fronte alle emergenze presenti e future. E sarà un gesto unitario che esprime l’abbraccio della Chiesa italiana a quella venezuelana. Quanto raccolto con la Colletta andrà ad aggiungersi allo stanziamento iniziale. La nostra Caritas diocesana invita a mantenere l’attenzione e la vicinanza ecclesiale alle comunità colpite, facendo riferimento esclusivamente agli aggiornamenti ufficiali sulla situazione in Venezuela e sulle donazioni disponibili sul sito di Caritas Italiana (www.caritas.it) oppure di Caritas Venezuela o Caritas Internationalis. Finora nella Diocesi di Tortona sono stati raccolti 5.515 euro dalla Caritas per i terremotati. In questa fase è importante evitare iniziative autonome e dunque non bisogna organizzare raccolte o spedizioni di beni materiali dall’Italia. Occorre comunicare a Caritas Tortona o Caritas Italiana eventuali contatti diretti, richieste o iniziative provenienti da Diocesi, parrocchie, comunità religiose o associazioni, per favorire una verifica e un coordinamento unitari. L’invito è a valorizzare la preghiera, la prossimità e la solidarietà delle comunità ecclesiali, tutelando sempre la dignità delle persone colpite, senza diffondere informazioni non verificate.

Come e a chi potete donare:

Gli aiuti economici devono essere inviati ai canali ufficiali di Caritas Tortona o Caritas Italiana, specificando la causale “Emergenza in Venezuela”. Le offerte ricevute dalla Caritas Diocesana dovranno avere come causale “Emergenza in Venezuela 2026” e saranno interamente girate alla Caritas Italiana in sostegno delle popolazioni.

È possibile effettuare un bonifico bancario (causale “Emergenza in Venezuela 2026”) a Banco BPER SpA (Iban: IT23O0538748670000042221532) intestato alla Caritas Diocesana di Tortona.

È anche possibile sostenere direttamente gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza in Venezuela 2026” tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474

• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013

• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U020 0805 2060 0001 1063 119

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