Sei forse tu Riccioli d’oro?

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Di Carlo Zeme

A Margherita la routine serale pre-nanna proprio non va giù. Da sempre il suo rapporto con lo spazzolino da den- ti è un amore e odio fatto di pulizie minuziose e altre volte di inseguimenti con preghiere da parte di noi genitori spiegando l’importanza di questa corretta abitudine. Spesso poi il malanno di stagione che a rotazione attacca la gola, il naso o gli occhi, costringe tutta la famiglia intorno a operazioni piuttosto complicate e mal sopportate; colliri e spray nasali vengono dispersi in salotto, bagno o cameretta con una certa dose di disperazione. L’estate ha portato la novità dei fermenti lattici. Una boccettina di pochi millilitri con un liquido simile a quello dello sciroppo. Margherita la chiama la “bibitina” e l’ha inizialmente accolta di buon grado perché il gusto fragola sembrava essere di suo gradimento. La nuova scatola invece al gusto vaniglia ha portato in seno molte proteste. Come smaltire dunque le dieci boccette? Come convincerla senza far sapere a tutto il condominio che stiamo prendendo i famigerati fermenti lattici? Bocca cucita e braccia incrociate, che se fosse la posa per uno spot pubblicitario sarebbe perfetta, io e Melina cominciamo con le tipiche preghiere e suppliche, poi il guizzo: «Ma sei forse tu Riccioli d’oro?» L’occhio mi cade sulla copertina dell’albo illustrato, la storia dei tre orsi e i pastic- ci combinati dalla piccola bambina bionda che beve la tazza di latte all’orso più piccolo, il tratto inconfondibile dell’illustratore Attilio, artista legato al nostro territorio essendo novese di adozione che con i suoi disegni ultimamente ci fa sognare… Da quel momento le criticità si sono trasformate in una messa in scena. Margherita seduta in poltrona ha bevuto la boccetta come fosse la tazza del piccolo orso e io e la mamma, trasformati in orsacchiotti viventi, abbiamo mimato il ritorno a casa e lo stupore di trovare la tazza vuota. Da una settimana la replica comincia intorno alle venti e trenta, Margherita è compiaciuta e soddisfatta; noi semplici comparse che qualche volta abbiamo delle buone idee.

carlo.zeme [at] gmail.com

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