Sospensione bollo auto: pro o contro?

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Di Cesare RavioloLa decisione del Consiglio dei Ministri di sospendere il pagamento del bollo auto per il 2027 sta monopolizzando il dibattito pubblico. L’esenzione, che riguarda le persone fisiche, è applicabile a un solo veicolo assicurato per contribuente. Le automobili non devono supe- rare la potenza di 80 KW (circa 109 CV), siano esse a benzina, gasolio o ibride; le moto sono esentate indipendentemente dal- la potenza. Il Governo stima 14,5 milioni di auto (34,7% del totale) e circa 8 milioni le moto interessate. Quando lo Stato, invece di introdurre, abolisce una tassa, dopo l’iniziale, felice stupore, sorge qualche perplessità circa gli effetti economici che tale scelta può produrre. La sospensione del bollo auto sembra destinata a generare effetti più negativi che positivi. Infatti, il risparmio medio, secondo le stime contenute nella Relazione tecnica che accompagna il decreto-legge, sarebbe di circa 168 Euro per le automobili e 59 Euro per i motocicli, pari, nel migliore dei casi, a circa 75 litri di gasolio o 78 litri di benzina; ai prezzi odierni poco più di 1 pieno. Se questi sono gli effetti positivi, di ben altra portata sono gli effetti negativi della misura. Essa provocherà un “buco”, nei bilanci delle Regioni italiane, stimato tra 2,3 e 2,5 miliardi di euro. Il bollo auto, infatti, è un tributo regionale il cui gettito costituisce una voce importante delle entrate di questi enti, che lo destinano principalmente al finanziamento di sanità, trasporto pubblico locale, infrastrutture e ambiente. Il “buco” dovrà essere coperto da altre entrate proprie delle Regioni (aumento addizionale Irpef, aumento addizionale sul gas naturale, ecc.) oppure da trasferimenti di importo analogo da parte dello Stato. Dove quest’ultimo troverà le risorse necessarie? Anche in questo caso, la strada è stretta e le possibilità sono due: aumento delle aliquote di qualche imposta statale (Irpef, Ires, ecc.) oppure ricorso al debito pubblico. Questa ipotesi sembra la più plausibile e quella che il Governo, sulla base di quanto dichiarato da alcuni suoi esponenti, intenderebbe percorrere. L’eventuale, ennesima emissione di prestiti avrebbe un impatto pesante sulla finanza pubblica italiana: la compensazione che lo Stato dovrà alle Regioni è stimata in 2,29 miliardi di euro; con un debito pubblico che, a fine luglio, già ammontava a 3.205,8 miliardi di euro e con i tassi di interesse in aumento, non è certo una buona notizia per la nostra economia. Forse è il caso di rispolverare il concetto di bene comune.raviolocesare [at] gmail.com

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