La tigre ruggisce ancora
Di Silvia Malaspina
Cara la mia Anna Maria Mazzini, in arte Mina, il 9 ottobre è uscito il tuo nuovo album Dilettevoli inedite eccedenze, terzo volume della serie che riporta alla luce brani rimasti accantonati per anni. Una novità, cara Mina: non cover di pezzi celebri, ma una selezione costruita nel tempo che la tua inarrivabile voce riveste di nuova luce interpretativa. L’album è stato anticipato il 18 settembre dal singolo Vento di passione, una rivisitazione (questa sì) di un famoso brano di Pino Daniele, accompagnato da un videoclip realizzato da Ferzan Özpetek con protagonista Luca Argentero. Inutile dire, cara Mina, come il tuo 107° album stia già spopolando sulle piattaforme di streaming e il singolo abbia oltrepassato il milione di visualizzazioni. Viene naturale chiedersi quale sia la ricetta di un successo che permane inalterato da più di 60 anni, rinnovandosi continuamente, grazie anche alla collaborazione con giovani artisti. Massimiliano Pani, tuo figlio e tuo produttore, in una recente intervista al Corriere ha dichiarato: «Lei non canta solo. Ha una cultura musicale immensa, dalla lirica al jazz, dalla bossanova alle canzoni napoletane, divora tutto e si appassiona di tutto, ancora oggi». L’aspetto più sorprendente, cara Mina, non è il fatto che a 86 anni la tua estensione vocale sia inalterata, ma che tu rimanga nel tuo impenetrabile esilio volontario, nonostante le ripetute sollecitazioni del pubblico e dei discografici a uscire dall’isolamento. Mentre la tendenza diffusa, non solo tra star, starlette e aspiranti tali, ma anche normal people, è essere visibili sempre e in ogni situazione, pure in quelle in cui sarebbe consigliabile non mostrarsi, tu dal 26 agosto 1978 non compari in pubblico. Chissà se qualcuno, tra la gente presente a quel concerto alla Bussoladomani, comprese che stava assistendo a un commiato destinato a trasformarsi in leggenda? Uscisti di scena e, con un gesto rarissimo nel mondo dello spettacolo, hai mantenuto la promessa di quell’addio, eppure continui a mietere un successo dietro l’altro. Prima di te solo Greta Garbo: divenne la “Divina” ritirandosi dalle scene a soli 36 anni, all’apice del successo. Quella sera di agosto, cara Mina, abbandonasti sia l’acclamata glitterata cantante sia la donna stremata dall’attenzione dei media, per iniziare la tua seconda vita, dell’invisibilità e del mito. Tu, tigre di Cremona, ti sei è sottratta allo sguardo del pubblico, ma non hai mai smesso di ruggire. La tua assenza fisica ti ha reso impossibile da dimenticare.
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