Il beato Bogdanffy, morto martire
Di Daniela Catalano
Questa settimana andiamo in Romania per conoscere Szilard Ignac Bogdanffy, un vescovo martire del regime comunista, proclamato beato da Papa Benedetto XVI il 30 ottobre 2010. Szilárd nasce il 21 febbraio 1911 a Feketeto, all’epoca in Ungheria. Nel 1925 con la famiglia si trasferisce a Timisoara, dove frequenta il liceo. Dopo la maturità, avvertita la chiamata al sacerdozio, chiede di essere ammesso nel seminario diocesano di Na- gyvarad dei Latini (oggi Oradea). Conclusi gli studi teologici a Budapest, il giovane è ordinato il 29 giugno 1934. Dal 1935 al 1939 è professore presso il ginnasio cattolico di Oradea e confessore nel monastero delle orsoline. Tra settembre 1940 e giugno 1943 studia Filosofia e Teologia presso l’Università cattolica di Budapest. Conseguito il dottorato, Bogdanffy torna in Romania e inizia un’intensa attività pastorale: gli è affidata la cura spirituale prima dell’ospedale civico e poi di quello di malattie mentali a Oradea, oltre al compito di padre spirituale del seminario diocesano e insegnante dei premonstratensi. Durante questo periodo, scrive numerosi articoli di catechesi e spiritualità. Un suo confratello descrive Szilard come una persona gentile e modesta, capace di cercare sempre la via del dialogo e della pace, manifestando una cura particolare per i poveri e gli oppressi, come nel caso di alcuni ebrei che salva nascondendoli nel palazzo del seminario. Finita la guerra, il regime comunista scatena una battaglia contro la Chiesa e comincia ad arrestare i membri del clero. In un clima di crescente difficoltà, Bogdanffy il 14 febbraio 1949 è ordinato in segreto vescovo ausiliare di Nagyvarad. A un mese e mezzo dall’avvio del ministero episcopale, le autorità comuniste lo arrestano. Nel 1951 è trasferito nel carcere di Jilava e poi in una miniera di piombo. Trascorso un periodo nel campo di sterminio di Capul Midian, è condannato al duro lavoro di cavapietre a Nagyenyed. Stremato nel fisico, si ammala di polmo- nite ed è abbandonato senza cure in una cella priva di finestre e talmente piccola da rendere impossibile stendersi completamente. Muore il 2 ottobre 1953, a 42 anni. La memoria liturgica cade il 2 ottobre.
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