Il Signore vuole il bene dei suoi figli

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Domenica scorsa Mons. Marini ha celebrato nella chiesa parrocchiale di Torremenapace

TORREMENAPACE – Domenica scorsa il vescovo è giunto per la prima volta a Torremenapace, la frazione che sorge alle porte di Voghera, ai confini con Pizzale e Cervesina e ha celebrato la Messa festiva nella parrocchia di san Colombano. Ad accoglierlo c’era il parroco don Giuseppe Piaggi e un gruppo di fedeli felici della visita del Pastore diocesano. Nella piccola chiesa molto curata dalla comunità, mons. Guido Marini, dopo aver salutato i presenti, ha iniziato la liturgia, affiancato da don Piaggi che gli ha rivolto un affettuoso saluto e ha ricordato le due ricorrenze del 26 luglio ovvero la Giornata di preghiera per i nonni e la colletta della Cei per il terremoto in Venezuela. Il vescovo nell’omelia ha rivolto l’attenzione alle letture del giorno e partendo dal brano del Vangelo di Matteo che rifletteva sulla ricerca della vera saggezza, che nasce dal desiderio di un cuore capace di ascoltare Dio, si è soffermato in particolare alla figura del re Salomone, presente nella prima lettura, che chiede al Signore il dono di un cuore capace di ascoltare, un cuore capace di essere sapiente. «La preghiera bella di Sa- lomone – ha detto – vogliamo farla nostra e anche noi chiedere al Signore questo grande dono: un cuore che sappia ascoltare Lui quando ci parla e un cuore capace di saper guardare la vita, la storia, la propria vita con lo stesso sguar- do di Dio. Un cuore, insomma, che ascolta Dio e un cuore che sa leggere la vita con gli occhi di Dio». Mons. Marini, poi, ha sottolineato l’espressione usata da san Paolo nella lettera ai Romani quando afferma: «Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio». Questa frase permette di comprendere come tutto nella nostra vita ha un significato di bene, «è dentro un disegno di provvidenza da parte di Dio. È segnato dal suo amore per noi, anche quando non ce ne accorgiamo e alcuni passaggi della vita sono più difficili da interpretare». «Riconoscere con sguardo di fede che anche lì c’è il passaggio della bontà di Dio – ha spiegato – è il segno del suo amore che vuole e permette qualunque cosa nella nostra vita guardando al nostro bene più vero che soltanto Lui conosce». Al riguardo il vescovo ha raccontato un aneddoto dell’infanzia di don Oreste Benzi con la sua mamma che guardava affascinato tessere al telaio, vedendo però solo un groviglio di fili. Solo alla fine del lavoro quando la madre rovesciò il telaio, lui poté vedere la bellezza del Signore e capì che allo stesso modo noi «vediamo la vita dalla parte rovesciata. È soltanto Dio che vede il ricamo splendido che sta realizzando per noi». L’esortazione di Mons. Marini è stata a rendere grazie al Signore con le parole del versetto dell’Alleluja, perché ha rivelato ai piccoli la bellezza del suo regno, che significa essere dentro il suo amore che «salva, perdona, custodisce, accompagna e realizza passo dopo passo il ricamo splendido della vita tutta segnata dall’amore che ha per ciascuno di noi». Prima della benedizione finale il vescovo ha ringraziato di cuore il coro, quanti si adoperano per mantenere ordinata la chiesa e aiutare il parroco al quale ha rivolto un pensiero affettuoso. Ha anche chiamato accanto a sé due bambine che ha abbracciato simbolicamente in rappresentanza di tutta la comunità. La foto di gruppo finale è il ricordo di una domenica speciale che resterà nel cuore di quanti si sono uniti nella preghiera.

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