Che cos’è la bioetica inclusiva?

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Il 49° volume scritto da don Andrea Mariani: si intitola Uscire dentro! e tratta un tema ispirato da Papa Leone XIV nei primi giorni di pontificato

Raggiunta quota 49! Tanti sono i libri finora scritti da don Andrea Mariani che, all’inizio di luglio, ha dato alle stampe Uscire dentro! per le edizioni If Press (pp.127, euro 15).

Dopo aver accompagnato i lettori alla scoperta del significato profondo della parabola e- vangelica del “buon samaritano”, don Mariani questa volta, come annuncia il sottotitolo, parla della “bioetica” inclusiva. Un tema ispirato da Papa Leone XIV che nei primi giorni del pontificato ha presentato la scelta del suo nome in risposta alle sfide del progresso digitale e come invito a rinnovare la bioetica alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Mons. Arjan Dodaj, arcivescovo di Tirana e Durazzo e Metropolita, nella prefazione spiega che il testo “propone un cammino interiore ispirato a sant’Agostino, orientato alla ricerca della verità e all’incontro con Dio nel cuore dell’uomo”. “Attraverso una riflessione teologica e antropologica, – aggiunge il presule – l’opera mostra come la dignità umana derivi dall’essere creati a immagine della Trinità. Ne scaturisce un’etica cristiana fondata sull’amore, capace di illuminare le sfide della tecnologia e della società contemporanea”.

L’inclusione di cui si parla, “espressione concreta della carità evangelica”, significa “accogliere ogni persona riconoscendone la dignità e il volto di Dio”. Don Mariani, sacerdote diocesano, teologo morale, dopo essere stato impegnato nella pastorale diocesana e nella formazione vocazionale e aver insegnato in numerose istituzioni accademiche in Italia e all’estero, attualmente è docente di Bioetica presso l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana e membro del Comitato Etico. La materia di cui tratta, dunque, è bene nota all’autore che, nell’introduzione, spiega che “la bioetica, quale scienza interdisciplinare sulla vita, guarda con particolare cura quei soggetti nei quali la vita rivela maggiormente la sua fragilità”.

“Fermarsi a pensare all’inclusione”, dunque, significa “partire dalla persona e chiedersi seriamente in cosa consista la vita dell’uomo in quanto tale”. L’agile volume, fin dal titolo, vuole invitare chi legge a riflettere sul fatto che inclusione “significa collegarsi immediatamente alla vita o meglio all’esperienza umana” e “rimanda inevitabilmente al vivere umano nelle sue più svariate declinazioni”. Si è davvero di fronte a “un vero e proprio oceano tutto da navigare ed esplorare; è un mondo complesso e multiforme”. “Includere – sottolinea don Mariani – significa accorgersi dell’altro che puoi accogliere o rifiutare, ospitare o respingere: nell’inclusione, pertanto, si gioca la vita”. E riflettere su di essa, quindi, “riguarda tutti”. Attraverso un ricco e preciso apparato bibliografico, l’autore si affida alle parole di Leone, France- sco e dei loro predecessori, per evidenziare che “proprio mediante una partecipazione inclusiva la Chiesa concretizza la sua sinodalità”. L’opera è suddivisa in due parti, la prima è di “carattere esperienziale” perché si sofferma “sull’esperienza umana”: l’inclusione deve partire dall’umano; la seconda è di carattere etico “in quanto rimanda alla bioetica con il suo urgente imperativo che afferma l’accoglienza assoluta della vita di ogni essere umano”.

“Proporre, affermare e sostenere la bioetica inclusiva è quanto mai decisivo per il rispetto della fecondità della vita” ed è quello su cui il sacerdote concentra la sua attenzione. L’inclusività, infatti, come afferma Mons. Dodaj, “non è una virtù optional per un cristiano, ma l’anima stessa della carità teologale alla quale ogni battezzato è chiamato”. “Bioetica inclusiva e dignità della persona” costituiscono un binomio che non si può separare perché “la scienza a servizio della vita” deve esserlo di tutti i soggetti e, in modo particolare, dei più fragili. Attraverso “l’imprevedibile viaggio” della vita umana e dopo essersi soffermato sui verbi “esciincontri-accogli” e sui volti da includere, don Andrea arriva alla conclusione inevitabile che “l’inclusione, in riferimento alla bioetica, chiama in causa necessariamente la dignità umana quale tratto intangibile in forza del quale ogni vita umana non può in alcun modo essere scartata ed esclusa”.

Il testo è già disponibile presso la libreria diocesana “San Marziano” in piazza delle Erbe a Tortona e si può acquistare anche online.

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