Uno spettacolo di mamma
Di Carlo Zeme
Ci sono volte in cui mi fermo e osservo Melina e Margherita che fanno cose. Non mi muovo di un passo e resto impalato, parte di una tappezzeria che non abbiamo e svolgo la fondamentale mansione di tenere su lo stipite della porta. Quella visuale, però, è privilegiata perché mi permette di assistere a scene di vita quotidiana che sono impagabili. Sono seduto sulla poltroncina azzurra in cameretta che è posizionata nell’angolo opposto al lettino bianco, mi godo il libro che Me- lina legge lasciando papà e figlia senza fiato perché non sappiamo come andrà a finire la storia del lupo affamato oppure dei gatti che devono aiutare Babbo Natale con le consegne della Vigilia. Provo a trasformarmi in una mosca quando Melina cucina e Margherita tenta di imitarla stando in piedi sullo sgabello vicino al tavolo; l’entusiasmo della mamma che fa lanciare pezzi di burro nella planetaria oppure mischiare la farina sul piano, è contagioso; ridono e intrecciano i loro occhioni sapendo che una passione è nell’aria e sta per nascere. È una gioia ogni volta che torno a casa e sul divano trovo “le mie ragazze” che fanno lunghi discorsi a colpi di voli pindarici raccontandosi a vicenda la loro giornata e io mi in- serisco chiudendo porta e problemi dietro la schiena. È divertente, poi, tornare di nuovo coppia, fidanzati e sposi quando per qualche ora succede che ci ritroviamo soli per una fuga all’Ikea, un gelato due gusti stracciatella e pistacchio, un confronto sull’educazione di Margherita. Ringrazio ogni volta che il peso delle preoccupazioni, il dispiacere delle delusioni e le speranze che appoggi sul cuore sono condivise come in una danza, un ballo nel quale proviamo a muovere i passi insieme, nel modo migliore, dimenticandoci eventuali goffaggini ma mettendoci noi stessi. Questo do- no è semplicemente Melina, la mia sposa, la mamma di Margherita. Nel giorno in cui si festeggiano le mamme, ringrazio ancora una volta di potermi godere lo spettacolo.
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