Francesco d’Assisi/6

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA

Nell’esperienza ecclesiale del Giubileo della Speranza, non poteva mancare l’ispirazione di Francesco d’Assisi come segno di questa vitale virtù cristiana. La riflessione ci viene offerta dall’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, con il testo dal titolo: Sperare è ancora possibile. Il messaggio di san Francesco, una luce oltre il buio del nostro tempo (Edizioni Piemme, pp. 155, a cura di Domenico Agasso). Innanzitutto, è importante notare che il titolo non è una domanda, bensì un’affermazione; il sottotitolo poi rende ragione della volontà di andare incontro alle turbolenze esistenziali di questa nostra società. Sono stato invogliato alla lettura poiché ricordo ancora la piacevole e profonda relazione del cardinale Repole, nello scorso autunno, in occasione dell’inizio della scuola diocesana di formazione per adulti. Allora, insieme ai lettori del nostro settimanale, entro brevemente nel contenuto del libro. Cosa può dirci un uomo del 1200 come san Francesco rispetto alle sfide che siamo chiamati ad affrontare nel nostro tempo, nel nostro mondo in continuo mutamento? Cosa rende unico il “santo poverello” e perché è considerato ancora oggi una delle figure più importanti non solo della Chiesa, ma della storia dell’umanità? Sono solo alcune delle questioni su cui indaga Mons. Repole, in modo illuminate e innovativo. Il voto di povertà, l’amore per ogni creatura, la sua arte poetica sono fatti ormai noti: l’obiettivo dell’autore è invece quello di mostrare un lato inedito di Francesco, il vero motivo per cui, a distanza di otto secoli, il suo nome e il suo ricordo continuano a risuonare nell’immaginario comune, ad affascinare, ispirare e orientare l’uomo di oggi in un’epoca di profondo cambiamento o, come diceva Papa Francesco, in un radicale cambiamento d’epoca. Scopriamo così che san Francesco ha saputo come pochi altri adeguarsi alle trasformazioni del proprio tempo, incarnando un modello sorprendente di adattamento e resilienza; il suo messaggio, tra- mandato di generazione in generazione, può accompagnarci oggi verso le prove che ci attendono, insegnandoci a camminare in equilibrio sul filo sottile che separa saggezza tradizionale e nuove idee, tra l’importanza di preservare il passato e la necessità di guardare con fiducia e speranza verso il futuro. Buona lettura.

Don Francesco Larocca

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