Grazia e disgrazia

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Di Silvia Malaspina

Cara la mia Nicole Minetti, dopo qualche anno lontano dai riflettori della cronaca italiana, vissuto, come abbiamo da poco appreso, in un esilio dorato tra Mar del Plata e Montecarlo, sei tornata in patria rendendoti protagonista di una vicenda a dir poco controversa. Sei approdata a Roma offrendo di te un’immagine assai diversa da quella della giovane rampante che in era berlusconiana calcava la sala del Consiglio Regionale della Lom- bardia ancheggiando sui tacchi 12 delle immancabili décolleté Louboutin. Munita di abbagliante sorriso di porcellana (sei pur sempre un’igienista dentale!), hai offerto ai media il ritratto della famiglia del Mulino Bianco: compagno amorevole, figlio adottivo sudamericano coccolato a favore di fotografi, cane labrador di ordinanza. Il restauro ha eliminato gli strati più ambigui della tua figura, perciò eri baldanzosamente pronta a raccogliere i frutti dell’esposto presentato nel dicembre 2025, con il quale avevi richiesto la grazia per le condanne che ti furono comminate nel 2021 per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, nonché per uso indebito di rimborsi pubblici. L’ammontare complessivo della pena fu di 3 anni e 11 mesi, con la disposizione, arrivata nel 2022, di poterla scontare con misure alternative al carcere. Quindi il busilli, cara Nicole, è: perché intraprendere l’iter di grazia per il condono di una pena pressoché irrisoria? Ancora più grave è che la motivazione da te addotta, come svelato da un’inchiesta de Il Fatto quotidiano, sia umanitaria: ti dovresti occupare del tuo figlio adottivo, il quale necessita di costanti cure, poiché affetto da gravi e non meglio precisate patologie. Ma la commedia dell’assurdo non finisce qui: la domanda di grazia, avvallata e convalidata dall’iter giudiziario previsto, è stata firmata dal presidente Sergio Mattarella. Lo sconcerto di questo fatto, unico nella storia della nostra Repubblica, ha portato molti a ipotizzare che il presidente sia stato indotto in errore e tratto in inganno. Evidentemente questa è una tua saliente prerogativa, cara Nicole: chi non ricorda il tuo intervento a favore di Karima El Mahroug in “arte” Ruby, che nel maggio 2010 ti fu affidata dopo l’arresto, poiché tu ne avevi confermato l’identità come nipote dell’allora presidente egiziano Hosni Mubarak? Nel secondo mandato del presidente Mattarella sono state presentate 1705 domande di grazia, di cui solo 36 sono state approvate: la tua è tra queste. Alla luce della mistificazione dei fatti, che si sta ora svelando, non sarebbe appropriato dire che si sia trattato di una disgrazia?

silviamalaspina [at] libero.it

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