Il vescovo in visita agli ammalati

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Il 28 aprile all’ospedale di Tortona ha salutato il personale e i volontari

TORTONA – Martedì 28 aprile Mons. Guido Marini si è recato all’ospedale civile “S.S. Antonio e Margherita”. Dopo i saluti iniziali rivolti alla direzione sanitaria rappresentata dal dottor Marco Bidone, ai volontari dell’A.V.O. (As- sociazione Volontari Ospedalieri) e ai volontari delle cure palliative dell’associazione Enrico Cucchi, è iniziata la visita nei singoli reparti, durante la quale è stato accompagnato dal cappellano ospedaliero, il cappuccino fra’ Manolo Librera. L’accoglienza di tutto il personale sanitario e dei degenti ricoverati si è dimostrata affettuosa. Molto importante la compassione dimostrata dal vescovo, in quanto fonda- mento della cura verso l’uomo sof- ferente. Infatti, la parabola del buon Samaritano (Lc 10,25-37), che rappresenta il modello al quale ispirarsi per la cura pastorale, ha manifestato una solidarietà ineguagliabile verso il malcapitato, curandogli le ferite. Sentire compassione, cioè, “soffrire con”, non è né pietà né senso di superiorità ma un lasciarsi toccare dal patire altrui. Si diventa adulti, infatti, solo quando si è capaci di prendersi cura delle ferite di qualcun altro. Oggi, purtroppo, come ha ricordato il Santo Padre, Papa Leone XIV, in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato, “viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano”.

Dunque, è fondamentale privilegiare l’incontro personale con l’uomo sofferente, senza farsi condizionare dagli schemi culturali o da barriere sociali, ma cambiando le priorità, rallentando il passo per imparare ad amare portando il dolore dell’altro, come ricorda il titolo del messaggio di Leone XIV, per la Giornata mondiale del Malato celebrata l’11 febbraio, giorno della Madonna di Lourdes.

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