Il mio “tutorial” per i guanti

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di Patrizia Ferrando

Mia nonna, in una città che fu martoriata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale come Genova, era solita dire che si era resa conto di quanto profondo era il segno che la tragedia della guerra avrebbe tracciato sulle piccole cose di ogni giorno, quando, al suonare delle sirene d’allarme, non pensava più ad afferrare guanti e cappello prima di uscire.

Oggi i guanti non sono parte irrinunciabile del vestire, ma io spezzerei più di una lancia per promuoverne di nuovo l’uso costante, anche al di fuori dei giorni più freddi, sia per fattori estetici, sia per ragioni pratiche.

Il galateo, in proposito, s’interessa di due aspetti. Il primo punto consta nella scelta di modelli e materiali in base alle occasioni e al loro grado di formalità. L’abbinamento con gli indumenti deve dipendere anche dalla lunghezza. I modelli che arrivano al polso o poco più sopra si adattano a qualsiasi tipo di manica: lunga, a tre quarti, anche corta. I guanti che coprono l’avambraccio, invece, sono indicati solo per le maniche corte e a tre quarti. Quelli al gomito in genere accompagnano gli abiti da sera anche senza spalline, è vero, ma da qualche tempo sono stati sdoganati per i cappotti con maniche tre quarti e per le mantelle. Per quanto riguarda le spose, via libera ai guanti lunghi soltanto se l’abito è senza maniche. Per quelli corti non ci sono particolari regole.

Ma non dimentichiamo un certo sistema di regole per l’uso.

Ad esempio, quando si tratta di salutare con una stretta di mano, il galateo fa una grande differenza fra donne e uomini. Se una donna indossa i guanti e incontra un’altra donna, può tenerli ma è preferibile, per una questione di gentilezza, di espressione di disponibilità, che si sfili il destro e lo tenga con la mano sinistra. Quest’ultimo gesto è invece d’obbligo per l’uomo che incontri una donna. Lei, invece, al cospetto di un rappresentante dell’altro sesso non ha particolari doveri.

Bisogna togliere i guanti quando si entra in un luogo chiuso, una chiesa, un ufficio, un ristorante, un bar. Se però la donna indossa guanti lunghi da sera, può tenerli fino all’eventuale momento di sedersi a tavola.

Come sfilare i guanti? Mai usare i denti e mai prenderli dalla base per poi tirarli. Bisogna pizzicare le punte con il pollice e l’indice dell’altra mano, quindi sfilare con calma. Senza guardarlo, sarebbe il massimo dello charme. Se arriva al gomito o ancora più su, diventa necessario prima abbassarlo di qualche centimetro. In tutti i casi il gesto deve risultare naturale. Vuoi salutare qualcuno ma hai le mani occupate? Meglio tenere i guanti piuttosto che apparire maldestri e, più grave, lasciare l’altro con la mano a mezz’aria.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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