Nostalgie per Bianco Natale

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di Maria Pia e Gianni Mussini

In quarta o quinta elementare nella classe di Gianni, dalle Suore domenicane, gli alunni furono invitati a parlare di film che avevano visto. Ne venne un lungo elenco, che andava dai classici western ai polpettoni mitologici, sino ai colossal storici (era appena uscito Ben Hur). Su suggerimento di una compagna più sveglia di lui, Gianni tirò fuori niente meno che un film con Marilyn Monroe, Facciamo l’amore: espressione di cui i bambini allora non conoscevano il vero significato.

La maestra era Suor Margherita, una giovane suora toscana che già nel suo primo insegnamento all’Ardenza (Livorno) si era trovata in classe anche figli di bravi livornesi che erano abituati alla bestemmia per cui la loro città andava famosa: per dire che a suor Margherita la provocazione non fece un baffo, e la lezione andò avanti serenamente.

Molti anni dopo avremmo visto insieme quel delizioso film con una, dice Gianni, strepitosa Marilyn e, dice Maria Pia, un Yves Montand piuttosto affascinante. Ma il pezzo forte resta l’irresistibile cameo di Bing Crosby, interprete di se stesso nell’atto di insegnare un brano a un Montand che nella versione filmica era stonatissimo.

Cavallo di battaglia di Crosby è il famoso White Christmas composto nel 1940 da Irving Berlin, musicista ebreo di origine bielorussa. La melodia orecchiabile, la voce calda e suadente dell’interprete: tutto perfetto per il Natale. Solo che, contro le intenzioni dell’autore (e dello stesso interprete), questa canzone ha contribuito non poco alla melassa che ha finito per avvolgere e snaturare il senso profondo della festa cristiana, che dopo tutto – anzi prima di tutto – è il compleanno di una Persona un po’ speciale.

Del resto, oggi a Gesù Bambino si preferisce il più “inclusivo” Babbo Natale, rispettabile vecchione originato nella sua foggia da San Nicola, il “Santa Claus” anglosassone. Ma di sacro Babbo Natale non ha nulla, come ha fatto capire una volta per tutte Shirley Temple, la bambina prodigio di Hollywood negli anni Trenta del secolo scorso: «Ho smesso di credere a Babbo Natale che avevo sei anni, quando ai Grandi magazzini mi chiese l’autografo». Non si potrebbe dire meglio.

E White Christmas? Vediamo com’è nata questa canzone. Il testo era stato originariamente composto dall’autore in tournée nell’assolata California, rivelando una pungente nostalgia per gli innevati paesaggi del Nord Est degli Stati Uniti, da cui proveniva. Poi, entrata in guerra l’America nel dicembre 1941, il bianco Natale è diventato – per i soldati che combattevano in Europa e in Asia – un’occasione di struggente ricordo delle famiglie lontane.

E con tutto ciò – dolori apprensioni speranze – c’entra molto il Personaggio festeggiato il 25 dicembre e nato niente meno che per salvare il mondo. Altro che Babbo Natale!

cantiamolavita@katamail.com

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