Ci potrà essere un futuro per l’ex Ilva?
Prorogata di un anno la cassa integrazione senza garanzie per i dipendenti e per la ripartenza
NOVI LIGURE – È stata prorogata per un anno la cassa integrazione per gli oltre 4.000 lavoratori dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, decisa senza l’accordo dei sin- dacati. Mercoledì 22 aprile, durante l’incontro al ministero del Lavoro a Roma tra azienda e sindaca- ti, è stato annunciato il nulla osta all’integrazione che consente di portare la copertura della cassa straordinaria fino al 70% dello stipendio, ma solo fino ad esaurimento delle risorse già stanziate in precedenza e trasferita all’azienda. Sull’attuale numero di cassintegrati, l’integrazione economica dovrebbe coprire fino a ottobre. Nello stabilimento di Novi Ligure, la cassa integrazione coinvolge oltre 150 dipendenti. I sindacati ribadiscono la necessità di uscire dal- l’amministrazione straordinaria, al fine di poter garantire una copertura dignitosa per i lavoratori. Per le sigle sindacali, sono ancora tanti i temi e i punti inseriti nell’ultimo accordo sottoscritto e che ancora oggi non sono stati presi in considerazione. «Le distanze al tavolo non erano avvicinabili. Non ci sono state proprio le condizioni di arrivare a un accordo» – ha dichiarato Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi. Come sottolineato da Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil, l’integrazio- ne salariale non è certa per tutti i 12 mesi. Il sindacalista, inoltre, ha ribadito che non sono state date garanzie né sul piano di ripartenza, né sulla riduzione dei lavoratori interessati dalla cassa integrazione, nonostante la ripresa di un secondo altoforno a Taranto. «Il Governo non sa che pesci pigliare con questa azienda, basta vedere le dichiarazioni di Urso che non è in grado di definire se c’è o non c’è una trattativa con possibili acquirenti» – ha commentato Loris Scarpa a seguito dell’incontro a Roma, insistendo sulla necessità di una società partecipata pubblica per il rilancio del colosso siderurgico e maggiori garanzie per i lavoratori. «La proroga della Cigs certifica il fallimento del governo nel rilanciare l’ex Ilva. – ha aggiunto Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, insistendo sulla mancanza di risorse economiche che permettano di investire su impianti, sicurezza e ambiente – Ormai da quasi due anni il Mimit si ostina a ricercare potenziali o improbabili investitori sen- za aver risanato l’ex Ilva».
Federica Riccardi

