La CRI di Stradella alle Olimpiadi

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50 turni e 30 volontari a Milano e Livigno. La soddisfazione della presidente Anna Crovace

STRADELLA – Le Olimpiadi invernali di MilanoCortina 2026, appena concluse, passeranno alla storia non solo per gli eccellenti risultati sportivi dei nostri azzurri, ma anche per la perfetta organizzazione, frutto del lavoro di migliaia e migliaia di uomini e donne, delle forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco, ma anche di un nutritissimo gruppo di volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo libero. Tantissime le associazioni di volontariato impegnate sul campo, molte anche della nostra diocesi, come la Croce Rossa di Stradella, che ha coperto oltre 50 turni, con oltre 30 volontari attivi a rotazione: un contributo significativo che non ha inciso sui servizi territoriali. Per un comitato delle dimensioni di quello di Stradella, i numeri raggiunti hanno un valore particolare: «Non è un numero da poco. – spiega la presidente Anna Crovace – È stato un impegno impor- tante, che ha richiesto organizzazione e soprattutto disponibilità. I volontari hanno risposto con serietà, e questo ci ha permesso di dare un contributo significativo. Non è scontato per un comitato delle dimensioni del nostro». Il comitato stradellino, sotto il coordinamento del Comitato regionale Cri e di Areu, ha dato un contributo significativo al dispositivo sanitario predisposto. I volontari sono stati impegnati nelle sedi di gara sia a Milano sia a Livigno dove l’attività è stata complessa da gestire: altitudine, clima rigido, tempi di spostamento più lunghi e una logistica delicata. I volontari hanno operato lontano da casa, a volte per una settimana continuativa, non sempre in condizioni ottimali. «Livigno è stata più impegnativa rispetto a ciò cui siamo abituati. – aggiunge la presidente – Ha richiesto attenzione e capacità di adattamento, ma i volontari hanno lavorato con serietà e professionalità. Hanno affrontato difficoltà e imprevisti con un atteggiamento positivo, senza mai tirarsi indietro, anche quando fare un passo indietro sarebbe stata la scelta più semplice». I volontari impegnati nei turni olimpici erano soccorritori, addetti al trasporto sanitario, autisti soccorritori e volontari di supporto in ambito logistico. Ognuno ha contributo secondo le proprie competenze, permettendo al comitato di mantenere un livello elevato di affidabilità. Per molti di loro questa partecipazione ha rappresentato un’occasione di crescita e confronto, non solo un impegno operativo. «Molti volontari ci tenevano a partecipare. – racconta Crovace – Alcuni mi hanno detto che volevano essere presenti perché consideravano questa esperienza un’opportunità per contribuire a un evento di grande rilevanza. È un modo per sentirsi parte di qualcosa di più ampio». Un aspetto importante, sottolineato con chiarezza, è che tutto questo non ha inciso sui servizi territoriali: i turni locali sono rimasti invariati e regolarmente coperti. «L’attività olimpica è stato un impegno aggiuntivo, che non ha tolto nulla al nostro territorio» – precisa la presidente. La partecipazione del comitato di Stradella si colloca inoltre nel solco del principio di Unità della Croce Rossa, che prevede una sola società nazionale per Paese, aperta a tutti e attiva su tutto il territorio.

Franco Scabrosetti

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