Messico senza nuvole

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Di Silvia Malaspina

Cara la mia Claudia Sheinbaum, sei stata eletta presidente del Messico lo scorso 3 giugno, riportando una schiacciante vittoria, ampiamente prevista dai sondaggi, sugli altri due candidati. L’eredità che raccogli è molto pesante: il presidente uscente Andrés Manuel López Obrador, tuo mentore, è stato la figura politica più rilevante e carismatica degli ultimi trent’anni e resta molto amato tra la popolazione. Il tuo curriculum, cara Claudia, è di tutto rispetto: 61 anni, ingegnere energetico, hai ricoperto la carica di sindaco di Città del Messico dal 2018 a oggi, facendoti portatrice di un programma politico e amministrativo rivoluzionario: aumentare la sostenibilità ambientale di una delle città più inquinate del mondo e combattere la capillare criminalità organizzata. Il tuo successo pare sia stato proprio quest’ultimo: da alcuni sondaggi risulta, infatti, che gli omicidi a Città del Messico, durante il periodo del tuo mandato, si siano dimezzati: ciò fa ben sperare per il futuro, visto che dovrai affrontare numerosi problemi storici del tuo Paese: l’economia che cresce, ma non quanto sarebbe necessario, la violenza, che negli ultimi anni è aumentata, e l’immigrazione incontrollata verso gli Stati Uniti. Come prima donna a capo della Repubblica in 200 anni, ti attende anche un’altra sfida: affrontare il secolare problema dei femminicidi che insanguinano il Paese al ritmo di 9 al giorno, ultimo, per il clamore suscitato, quello di Yolanda Sánchez Figueroa, neo eletta sindaca della cittadina di Cotija. E che dire dei cartelli dei narcotrafficanti che impongono la propria cruenta e criminale legge soprattutto nelle zone meridionali del Messico – in Chiapas regna indisturbato da anni il cartello di Sinaloa – soggiogando ai propri sporchi affari una popolazione sempre più indifesa e povera? Un’amica messicana, traferitasi a Milano per amore, mi disse una volta che lo stile di vita di molti uomini suoi conterranei è stato per lungo tempo “donne, cavallo e pistola”: riuscirà il tuo ardore politico e la travolgente ventata di cambiamento da alcuni politologi definita “Umanesimo messicano” a sradicare ancestrali tradizioni e a portare a un radicale ammodernamento della società? Il Paese avrebbe tutte le carte in regola: le bellezze naturali, le risorse petrolifere e minerarie, il patrimonio culturale che richiama ogni anno visitatori, poiché il Messico vanta il maggior numero di siti elencati dall’Unesco nel Nord America, tra cui le rovine Maya. Ti auguro, cara Claudia, che la tua presidenza sia illuminata dal sole e non sia triste come il “Messico e nuvole” cantato da Enzo Jannacci.               

silviamalaspina@libero.it

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