Sulle orme di san Francesco pronti ad accogliere il suo invito ad amare Gesù e i fratelli
Il pellegrinaggio diocesano dall’11 al 13 marzo a Città della Pieve e Assisi in occasione dell’ostensione delle spoglie mortali del santo a 800 anni dalla morte
TORTONA – Dall’11 al 13 marzo, organizzato dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Tortona, in collaborazione con l’Oftal, si è svolto il pellegrinaggio diocesano a Città della Pieve e ad Assisi, guidato da Michela Ricco, responsabile dell’Ufficio Pellegrinaggi e dall’assistente spirituale don Luigi Murru, alla presenza del vicario generale don Francesco Larocca. Città della Pieve è stata scelta come prima meta per la presenza del monastero delle clarisse, figlie di santa Chiara, che ospita due monache della Diocesi: l’abbadessa, ma- dre Barbara Agnese Moroni, originaria di Codevilla e suor Sara Fedele D’Agostino, tortonese. Prima dell’incontro con le monache, il gruppo ha visitato il duomo della città e ha ammirato Il battesimo di Cristo (1510) e la Madon- na in gloria tra i santi protettori (1514), entrambe opere del pittore pievese Piero Vannucci, detto il Perugino, autore anche dell’affresco L’Adorazione dei Magi (1504) custodito nell’oratorio di S. Maria dei Bianchi. Le monache hanno accolto i pellegrini nella chiesa conventuale dove è stata illustrata la storia del monastero e dei legami con Francesco e Chiara. In serata il trasferimento a Perugia per la sistemazione alberghiera. La giornata di giovedì è stata dedicata ad Assisi e ai luoghi francescani ed è iniziata con l’accoglien- za da parte di frate Pasqualino Massone, originario di Montecapraro, nel complesso della chiesa di San Damiano, che ha parlato della vita di Francesco e delle sue opere, regalando delle informazioni inedite. Poi don Luigi Murru ha celebrato la S. Messa prima dello spostamento alla chiesa di santa Chiara, luogo dove la santa ha vissuto e che ospita le sue spoglie. Nel luogo sacro è conservata la pregevole Croce di san Damiano, originaria del 1100 di autore i- gnoto, emblema della spiritualità francescana che si esprime attraverso la conversione, la chiamata alla fede e la missione di “riparare la casa di Dio”. Numerosi pellegrini hanno chiesto di visitare la tomba di san Carlo Acutis, le cui spoglie sono custodite nella chiesa di Santa Maria Maggiore, il santuario della Spogliazione, capolavoro di arte rinascimentale. Davanti alla tomba forte è stata l’emozione di quanti hanno ricordato i propri figli e nipoti, nelle preghiere rivolte al giovane santo. Nel pomeriggio, dopo una lunga attesa, la visita alle spoglie di san Francesco nella basilica inferiore, avvenuta in un silenzio emozionante vissuto come il momento più intenso del pellegrinaggio. Le ossa esposte nella loro semplicità descrivono il corpo di un uomo minuto che è stato e continua a essere un gigante della fede, rispettato anche dalle altre confessioni. Alla fine della giornata c’è stato un ulteriore incontro con frate Pasqualino che ha salutato i pellegrini, augurando un sereno ritorno a casa. Il terzo e ultimo giorno, i pellegrini hanno visitato la basilica di Santa Maria degli Angeli, dove frate Daniele ha raccontato la storia della Porziuncola e della particolare attenzione che aveva Francesco per la piccola chiesa che ora fa parte integrante della basilica. I sacerdoti don Murru e don Larocca hanno celebrato la Messa al termine del pellegrinaggio in un luogo carico di spiritualità e bellezza. Dopo una tappa sulle rive del lago Trasimeno per il pranzo, è stata la volta del rientro a casa con un bagaglio carico di emozioni e di vividi ricordi.
Lella Zanini

