Insieme al vescovo nel segno della Croce
Venerdì 27 febbraio la Via Crucis in duomo a Voghera
VOGHERA – Venerdì 27 febbraio il duomo di Voghera ha accolto una comunità numerosa e partecipe per la celebrazione del pio esercizio della Via Crucis. A impreziosire la liturgia, la presenza dei bambini e dei ragazzi del catechismo, accanto ai loro catechisti e alle famiglie, in un clima di raccoglimento e intensa comunione ecclesiale. A presiedere il rito è stato il vescovo Guido Marini. L’itinerario della croce è stato proposto non solo come memoria devozionale della passione, ma come autentico percorso di ascolto della Parola, capace di illuminare il tempo quaresimale e la vita concreta dei fedeli. Rivolgendosi anzitutto agli adulti, il vescovo ha richiamato il senso più profondo del cammino quaresimale descritto come un ingresso progressivo nella “meraviglia” del cuore divino. «Il cuore di Dio è innamorato di noi» – ha affermato con forza, invitando i fedeli a lasciarsi sorprendere da un amore “appassionato”, concreto, personale. Non un sentimento generico, ma una dedizione che attraversa la sofferenza e si manifesta pienamente nella croce. Un’esperienza che non si esaurisce in un momento isolato, ma che si costruisce “giorno dopo giorno” nell’ascolto costante della Parola e nella pratica perseverante della vita cristiana. Con particolare attenzione ai più giovani, il vescovo ha poi concentrato la sua riflessione sul “segno della croce”, definendolo con un’immagine efficace e immediata: «È la firma del cristiano». Alla domanda ideale «Tu chi sei?», la risposta diventa un gesto: segnarsi significa dichiarare pubblicamente «Io sono di Gesù». L’invito rivolto ai bambini e ai ragazzi è stato quello di non compiere il gesto in modo distratto o meccanico, ma di riscoprirne il significato profondo. Toccare la fronte, ha spiegato, equivale a dire: «Gesù, voglio averti nei miei pensieri». Toccare il cuore significa: «Gesù, voglio averti nel cuore». Portare la mano alle spalle diventa la richiesta: «Gesù, voglio averti con me nel cammino, nelle fatiche e nelle responsabilità». Infine, l’“Amen” conclusivo è una conferma consapevole: «Sì, lo voglio davvero». Il gesto, così interpretato, si trasforma da abitudine rituale a scelta intenzionale di appartenenza e di sequela. Al termine della celebrazione, visibilmente commosso, Mons. Marini ha annunciato l’improvvisa scomparsa di don Gian Luca Vernetti, 57 anni, parroco di Stradella e vicario episcopale della Diocesi di Tortona. La notizia, giunta da Brusson poco prima dell’inizio del rito, ha suscitato profondo dolore in tutti.
Suor Roberta Cucca

